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Effetto serra? Le piante giuste lo riducono!

Creato il 17 febbraio 2016 da Deboramorano @DeboraMorano

pianta

Negli ultimi 200 anni sarebbero stati piantati gli alberi sbagliati. A causa del colore delle loro foglie infatti, accumulano più calore e rilasciano più anidride carbonica, contribuendo al surriscaldamento globale, anziché diminuirlo.

A sostenerlo è una ricerca appena pubblicata su Science, realizzata da un team di studiosi internazionali guidati da Kim Naudts del Laboratorio di Scienze su Clima e Ambiente di Gif-sur-Yvette, in Francia.

Lo studio analizza com’è stato sfruttato il terreno in Europa negli ultimi 260 anni fino a sviluppare un modello in grado di calcolare la quantità di carbone, energia e acqua intrappolata o rilasciata dalle foreste.

I risultati sono sorprendenti e rivedono il concetto dato per assodato, che le foreste mitigano sempre gli effetti del riscaldamento globale.

Gli scienziati hanno spiegato che i risultati positivi si ottengono solo a patto di piantare gli alberi giusti e gestirli poi in maniera corretta.

Lo studio inizia con un confronto: fra il 1750 e il 1850 la deforestazione legata alla rivoluzione industriale ha portato alla perdita di 190mila metri quadri di superficie boschiva europea ma nei 160 anni successivi, la tendenza si è invertita. E fra il 1850 e il 2010 si è addirittura riforestato più territorio di quello distrutto, ripiantando 386mila chilometri quadrati di alberi.

Ebbene, gli studiosi hanno evidenziato come fu sbagliata la scelta di sostituire alle autoctone latifoglie (querce, roveri, betulle) delle conifere (pini scozzesi, abeti rossi e faggi).

“Preferire le conifere”, ha spiegato la dottoressa Naudts alla Bbc , “ha avuto un impatto significativo sull’albedo, ossia su quel processo che permette alle radiazioni solari di riflettersi anziché restare intrappolate al suolo”.

“Le vecchie latifoglie avevano colori più chiari”, spiega Paolo Trost, professore di Fisiologia vegetale all’Alma Mater di Bologna. “Erano dunque ecologicamente più efficienti delle scure conifere”. Che in pratica assorbono più calore, emettono meno vapore acqueo e contribuiscono così ad alterare le escursioni di temperatura fra giorno e notte.

Gli autori della ricerca, hanno concluso evidenziando che anche se la superficie dei boschi è aumentata, la scelta di piantare conifere ha contribuito al surriscaldamento globale, piuttosto che mitigarne gli effetti, dello 0,12 celsius, equivalente al 6% dell’incremento dovuto ai combustibili fossili.

La conservazione delle foreste è ancora un obiettivo primario, ma la loro gestione va affrontata basandosi sulle nuove conoscenze ed imparando a scegliere il fiore giusto.

(fonte: http://www.repubblica.it)


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