In questi giorni per noi sono stati giorni di vacanza mentre ascoltavamo notizie terribili provenire dall’Egitto dove ormai infuria la guerra civile e si contano i morti saliti ad oltre 700, una mattanza assurda dopo scontri a fuochi con armi ed esplosivi, ormai un territorio in guerra.
I militari hanno chiuso il ponte 6 ottobre, una delle principali arterie della capitale, e altre strade di accesso al centro. I Fratelli musulmani hanno indetto per oggi “La giornata della collera”, mentre gli anti-Morsi hanno invitato a presidiare “ogni angolo” della città.
In Egitto la diplomazia e l’Unione europea devono compiere un tentativo per una “soluzione concordata” alla crisi, anche se oggi una simile soluzione è “difficilmente immaginabile”. Lo ha detto la viceministro degli Esteri, Marta Dassù. “Bisogna tornare all’idea che ci debba essere una soluzione concordata”, ha detto, ricordando come un tentativo c’è stato, coinvolgendo Europa e Ue, prima del 14 agosto. “Ma né i Fratelli Musulmani né l’esercito hanno accettato di evitare lo scontro”, ha detto.