Magazine Arte

Egon Schiele

Creato il 26 maggio 2010 da Alboino
Bella e interessante la mostra che Milano, presso Palazzo Reale, dedica ad Egon Schiele, artista straordinario: “caso clinico” per i molti detrattori della sua arte e “genio incompreso” per gli amanti dell’erotismo. In questa dualità va inserita l’intera opera dell’artista viennese morto a 28 anni che nel suo breve volgere esistenziale propose una serie interminabili di ritratti, perlopiù a sfondo erotico, che non gli risparmiarono la prigione e l’ostracismo di benpensanti e moralisti. Un dandy bellissimo nell’aspetto con grandi occhi e capelli scuri, alto, magro, lunghe braccia, dita affusolate – così si propone in alcuni suoi autoritratti -; un perfetto esibizionista che si contrapponeva ai suoi dipinti dai volti deformati: creature con una forte tensione emotiva, sofferenti spesso sull’orlo della follia. Si dice che Schiele avesse bisogno di drammatizzare la personalità umana e ciò gli riusciva alla perfezione rappresentando i suoi modelli come esseri torturati da indicibili angosce mentali. Era ossessionato dalla ricerca e dal voler rappresentare a tutti i costi la decadenza dell’essere umano intuendo sui volti dei propri modelli i tratti della morte. Un’ossessione quella della morte che si rifletteva a specchio nei suoi dipinti in cui metteva a nudo le sue ansie e la stessa anima. Un rapporto morboso con il sesso ricercato a livello inconscio attraverso figure di bambini e adolescenti reclutati nei quartieri poveri che spesso ritraeva in atteggiamenti naturali come natura crea. E’ questo ciò che ha reso Schiele celebre e allo stesso tempo oltraggiato, i tempi in cui egli cercò di esorcizzare l’angoscia non erano maturi per una introspezione psicologica di così alto livello e la Vienna asburgica lo bollò come pittore morboso, grottesco, pornografo, erotomane; allo stesso tempo però la Storia sembra avergli dato ragione e dopo Freud e “L’interpretazione dei sogni” di Schiele non si fa altro che rivalutare tutta la sua opera. Questa mostra è un buon viatico per riflettere su tanta produzione erotica repressa che ha caratterizzato la prima parte del Novecento.
Egon Schiele
Egon Schiele
Egon Schiele

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Dossier Paperblog

Magazines