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Eldritch – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi
Recensione del 13/01/2014

Cover Eldritch

PC TESTATO SU
PC

Genere: ,

Sviluppatore: Minor Key Games

Produttore: Minor Key Games

Distributore: Digital Delivery

Lingua: Italiano

Giocatori: 1

Data di uscita: 21/10/2013

VISITA LA SCHEDA DI Eldritch

Pro-1Livelli creati randomicamente! Contro-1Picchi di difficoltà non per tutti

Pro-2Ottima atmosfera ispirata alla letteratura di H.P. Lovecraft Contro-2Sistema di combattimento troppo semplice

Pro-3Aprirsi nuove strade attraverso i cubetti!

Il panorama videoludico indie prende sempre più visibilità e sempre più sviluppatori si cimentano nella realizzazione di nuovi titoli in grado di divertire ed emozionare i giocatori. Oggi è il caso di parlare dell’ultima produzione di Minor Key Games, studio indipendente fondato da due fratelli gemelli, David e J.Kyle Pittman. Entrambi hanno maturato una certa esperienza lavorando con grandi case di sviluppo per titoli come Borderlands, Bioshock 2 e The Bureau XCom: Declassified e con il loro studio indipendente si sono cimentanti in un progetto indie ispirato dai miti horror di H.P. Lovecraft e con le caratteristiche di gioco tipiche di un roguelike. Nasce così Eldritch, di cui vi parliamo quest’oggi!

eldritch-evidenza

GLI DEI IN UNA BIBLIOTECA

Le leggende narrano di un catastrofico evento, in cui migliaia di anni fa la terra subì l’ira di antiche divinità, soprannominate gli Antichi. Alcuni superstiti scoprirono un antico rito in grado di sigillare questi ultimi in una prigione labirintica e far tornar pacifica la vita sulla terra.  Per evitare catastrofi future venne instaurato un ordine di custodi per proteggere e tramandare il prezioso rito del sigillo. Migliaia di anni dopo, durante degli scavi in Arabia, venne scoperto il luogo dove in principio furono sigillati gli antichi. Le vibrazioni degli scavi sgretolarono la prigione liberando gli Antichi dalla loro millenaria prigionia. La Terra fu di nuovo in pericolo, ma l’Ordine a protezione del rito si radunò nel New England per compiere il rituale in una piccola biblioteca. Venne scelto un custode, il Bibliotecario, incaricato di rimanere nella prigione per proteggerla e mantenerla chiusa. Qualcosa però non andò come previsto…  Una volta avviata la partita, il giocatore partirà direttamente dalla biblioteca, senza nessuna introduzione, ma con solo uno specchio dove modificare in maniera molto semplificata l’aspetto del personaggio e la possibilità di leggere alcuni libri, che oltre a fornire opzioni basilari sul sistema di gioco, introducono il giocatore al plot narrativo. L’ambientazione iniziale, oltre a fornire tutte queste informazioni, ha il ruolo principale di HUB, cioè di ponte per spostarsi attraverso i mondi di gioco. Scopriremo, infatti, che alcuni libri in verità non sono altro che un varco verso dei mondi oscuri popolati da mostruose creature, trappole e misteri! Il nostro compito sarà quello di recuperare le tre anime degli Antichi sparsi per i mondi di gioco, per poi aprire la porta che ci condurrà all’uscita… O forse no?

Il sistema di gioco di Eldritch si può riassumere con una parola: roguelike. Per chi non conoscesse il genere, il sistema di gioco di questo tipo crea casualmente i livelli di gioco, la posizione dei vari oggetti e dei punti di interesse sparsi per gli scenari, in accoppiata alle permadeath. Con questo metodo il giocatore ha sempre un’esperienza diversa ad ogni partita ed è possibile salvare i progressi di gioco durante la partita, ma se distrattamente ci faremo uccidere bisognerà ricominciare da capo! In questo caso, si ripartirà senza nessuna arma o equipaggiamento, come se fossimo al primo avvio del titolo. Gli autori hanno sviluppato bene il level design degli scenari di gioco, creandoli non solo sul piano orizzontale, ma anche verticale. Vedremo, infatti, attraverso la mappa visualizzabile sull’interfaccia di gioco, che gli ambienti si compongono su più piani composti da sedici caselle ciascuno, interamente esplorabili. Il sistema di combattimento si basa sull’uso di armi come pugnali, pistole, bombe o magia, tutto dall’utilizzo molto semplice e poco approfondito, con cui è facile ben presto incontrare la noia. Vi è però l’esplorazione per la ricerca di oggetti e di luoghi utili: potremo trovare armi, oggetti ed equipaggiamento (stivali, bussole e così via) che si dimostrano indispensabili per il continuo dell’avventura. Durante queste fasi è inoltre possibile trovare le fontane, in grado di restituire punti vita e di aumentare il livello massimo della stessa. Non è finita qui, vi sono anche delle stanze, ovviamente localizzate in maniera randomica sulla mappa di gioco, che fungono da veri e propri negozi dove è possibile acquistare oggetti in cambio di artefatti. Gli artefatti sono sparsi nel gioco e rappresentano la moneta di scambio, utile quindi per effettuare gli acquisti ed indispensabili per utilizzare le magie. Le varie tipologie di magie sono fruibili pregando ai vari santuari cosparsi tra gli ambienti di gioco ed utilizzabili tramite il tasto sinistro del mouse. In questo frangente si nota chiaramente che il titolo prende spunto a piene mani da Bioshock, mostrando nella mano destra l’arma e nella sinistra la magia disponibile pronta ad essere sferrata. Il sistema di gioco ha anche delle variazioni stealth, infatti il tasto per abbassarsi non è utile solo per passare in piccoli cunicoli scavati, ma anche per muoversi di soppiatto. Sul sistema di gioco c’è da approfondire un elemento, la difficoltà. Da principio, sembra quasi che il livello di sfida sia settato troppo verso il basso, con nemici deboli che attaccano solo fisicamente, molti artefatti ed oggetti utili… Niente di più sbagliato, perché arrivando nei mondi successivi vi è un repentino innalzamento della difficoltà ed è qui che Eldritch si mostra per quello che è in realtà. Giunti a questo punto, senza una buona preparazione diventerà facile ritrovarsi in balia dei nemici e delle trappole che si celano dietro ad ogni angolo!

L’aspetto grafico scelto per Eldritch è non molto dissimile da quello 3D cubettoso visto già in Minecraft. Infatti, proprio come nel famoso titolo di “Notch”, è possibile tramite alcune abilità o armi (come il piccone o la dinamite) distruggere buona parte dei cubi che compongono gli scenari e scavarsi così una nuova strada attraverso il livello. Ben ricreate le dimensioni spazio-temporali, create prendendo ispirazione dalle opere letterarie del famoso scrittore H.P. Lovecraft. Nonostante un taglio grafico retrò, il titolo di Minor Key Games è in grado di coinvolgere e suscitare indecisione mista a cautela nell’avanzare tra i livelli. Il comparto sonoro utilizza delle tracce musicali molto semplici, ma che ben si accostano all’atmosfera inquieta del titolo. Infine, gli effetti sonori di armi e nemici sembrano in alcuni casi quasi ironici anche se, proprio quelli di questi ultimi, sono congegnati in maniera tale da notificare il cambio di stato, avvisando al giocatore che la sua presenza è stata rivelata.

Immagine anteprima YouTube IN CONCLUSIONE
Eldritch è un buon titolo in cui i diversi elementi di gioco sono stati inseriti seguendo un preciso schema: quello che ne è scaturito è un roguelike con cui è facile perdersi in lunghe sessioni di gioco. Il gameplay semplificato e il design cubettoso non minano l'immersione nelle oscure e labirintiche arene di gioco dove le inumane creature ci aspettano, in agguato. Procedere, in principio, sembra abbastanza facile, ma l'apparenza inganna, infatti non è così semplice come sembra: la morte sopraggiunge quando meno la si aspetta, alcune volte troppo casualmente e con essa tutte le crudeli conseguenze. Eldritch diverte perché è una sfida sempre diversa, sempre in grado di emozionare. Non è per tutti, ma se avete anche solo un briciolo di curiosità entrate in questa strana biblioteca. Poco meno di dodici euro è il prezzo che vi separa da questo interessante titolo, non fatevelo scappare! ZVOTO 7.5
Voto dei lettori7.67
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