Elezioni 2013: Italia paese ingovernabile?

Creato il 26 febbraio 2013 da Webnewsman @lenews1

Scritto da Nadia

Elezioni 2013: Senato bloccato

Quando il buongiorno si vede dal mattino…Che Italia è quella del giorno dopo, ovvero quella del post elezioni? Qual è il verdetto uscito dalle urne? ln una parola: il caos. La coalizione della sinistra guidata da Pier Luigi Bersani ottiene la maggioranza alla Camera dei Deputati (29,53% con 340 seggi contro il 29,13% del centrodestra che si aggiudica 124 seggi), ma non la maggioranza al Senato dove si attribuisce il premio su base regionale. In altri termini, il risultato elettorale da delineato una situazione senza precedenti che rischia di far precipitare il paese. A Palazzo Madama il centrodestra  si aggiudica le regioni "decisive" (Lombardia, Campania e Sicilia) ma nessuno riesce ad aggiudicarsi una maggioranza (158 seggi). Risultato: Senato bloccato.

"Hanno fallito sia a sinistra che a destra. Possono durare sette o otto mesi, ma siamo un vero ostacolo per loro”, è stato il commento a caldo di Beppe Grillo lanciato in diretta dal blog del Movimento 5 stelle, il vero trionfatore di queste elezioni. "Saremo una forza straordinaria. Siamo 110 in Parlamento, ma fuori siamo milioni di persone". Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle (M5S) ha saputo catalizzare il malumore di un paese in recessione economica (-2,2% nel 2012), spostando voti sia della destra che della sinistra, con un programma considerato "populista" dai suoi oppositori in (stop al finanziamento pubblico dei partiti politici, reddito minimo di 1000 euro e un referendum sull'euro).

Se quindici mesi di crisi, rigore e austerità del governo del prof. Mario Monti hanno decisamente pesato su queste elezioni, l’Italia si trova oggi in una situazione di impasse politica che rischia di compromettere la governabilità stessa del paese. Inevitabili le ripercussioni sui mercati azionari. In apertura di contrattazioni, le borse europee hanno immediatamente accusato pesanti cali: Parigi è scesa del 3,24%, Londra dell’1,40%, Francoforte e Madrid del 2,00% e 3,78% rispettivamente. Milano cedeva il 5% dopo solo un quarto d'ora di scambi. Gli investitori temono una instabilità di governo in un paese pieno di debiti e affossato nella recessione con il rischio che si assista ad un aumento delle vendite sul mercato (selvaggi movimenti di sell-off innescati dalla profonda sfiducia verso il paese) e che la zona euro precipiti in una nuova stagione di crisi.

Qualunque sarà la composizione del prossimo Parlamento e in particolare del futuro governo italiano, le elezioni hanno insegnato due cose. Da una parte, si conferma un vuoto politico (vent'anni dopo "Mani Pulite") che il dibattito della campagna elettorale non ha saputo colmare. I candidati, quasi di ogni schieramento, hanno sostanzialmente evitato di affrontare i veri problemi del paese: l'economia ancora in crisi e segnata da una recessione, l'aumento del debito oltre il 120% del PIL e, in particolare la disoccupazione, oggi ad un livello insopportabile.

La seconda lezione è necessariamente europea. Una instabilità dell'Italia, la terza economia nella zona euro, rappresenta una minaccia per l'Europa e il fallimento della politica del rigore di Mario Monti potrebbe diventare un precedente  per gli altri paesi europei. Con il ritorno del "Berlusconismo" e l'ascesa del populismo in salsa “Grillina”, il rischio maggiore è dunque l’ingovernabilità che, nei fatti, si tradurrebbe nell’impossibilità di prendere decisioni e di agire per dare concreta attuazione a quelle riforme (in parte già avviate) necessarie per rilanciare un paese sull’orlo del baratro.


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