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Elezioni in Grecia, 2015. L’inizio del ciclo del ritorno agli stati nazionali del “secolo breve” o un nuovo (e benefico) pragmatismo politico?

Creato il 26 gennaio 2015 da Paolo Ferrario @PFerrario

Le prime pagine dei giornali di lunedì 26 gennaio. La Stampa: “Grecia, è il trionfo di Tsipras”. Il Corriere della Sera: “Trionfo di Tsipras. Atene agita l’Europa”. La Repubblica: “Trionfo di Tsipras. Terremoto Ue: cambierà tutto”. Il Giornale: “La Grecia a Tsipras. Comunisti al governo. Occhio”. Il Tempo: “Mazzette, fango, omertà. Rai, di tutto e di più”.

da Tsipras, Renzi, Quirinale: le prime pagine dei giornali | Blitz quotidiano.


 

Syriza ha ampiamente vinto le elezioni greche, ma con uno scherzo del destino: ha preso il 35,82% dei voti, ha quindi acquisito il diritto al premio di 50 seggi, ma con tutto questo avrà in Parlamento 148 deputati. Gliene mancano 3 per la maggioranza assoluta (che sarebbe comunque stata risicatissima). Dovrà dunque allearsi con qualcuno per formare il governo. E dovrà allearsi in fretta, perché dopo tre giorni il presidente della Repubblica, di fronte a un risultato nullo, darà l’incarico a Nea Demokratia, 28,38% dei voti e 78 seggi conquistati, partito del premier uscente Antoni Samaras, secondo arrivato. Potrebbe costui formare una coalizione con tutti gli altri, capace cioè di una maggioranza di 152 seggi (di nuovo risicatissima)? No, perché al terzo posto ci sono i nazisti di Alba Dorata, la cui linea – violentemente anti-europea e anti-immigrati – è stata spiegata alla vigilia: «Aspetteremo che Tsipras non combini niente e tra sei mesi ci prenderemo tutto il piatto». Situazione dunque molto complicata, perché il capo di Syriza, il giovane Alexis Tsipras, dovrebbe convertire alle sue idee probabilmente il quarto arrivato, To Potami (Il Fiume, 5,82% dei voti e 16 seggi). Oppure rassegnarsi a imbarcare gli stalinisti del Kke, Partito comunista greco, in ascesa rispetto al 2012, ancora più euroscettico di Syriza, ma che rifiutò di allearsi con Tsipras già due anni fa. Tsipras infatti vuole restare in Europa, mentre i comunisti greci vogliono uscirne: a suo tempo votarono contro il Trattato di Maastricht.

il resto del commento di Giorgio Dell’Arti qui:

http://www.cinquantamila.it/storyTellerGiorno.php?year=2015&month=01&day=26&fatto


 

Grecia: Syriza, il partito di Alexis Tsipras, ha vinto le elezioni nel Paese ottenendo il 36,34 per cento.

Per 2 seggi non ha raggiunto la maggioranza assoluta in parlamento. Dopo la vittoria, il leader del movimento ha tenuto un discorso di fronte all’università di Atene.


L’EUROPA non è stata come gli stati uniti una costruzione di identità dentro le differenze storicheoltre tutto negli stati uniti c’erano terre da coltivare e pascoli da valorizzare. C’era una economia da organizzare e svilupparela nostra europa è stata un “patto” fra stati. un accordoe “pacta sunt servanda”era necessario non ammettere la grecia che quei patti non avrebbe rispettato (e che ha creato “redditi di cittadinanza” a spese degli altri stati e soprattutto della germania)un disastro della polise ora portebbe iniziare un ciclo che riporta l’europa nella situazione 1914-1945Paolo Ferrario

lieto di ritrattare il mio precedente giudizio molto negativo sulla sinistra di Tsipras

se le cose andranno VERAMENTE così:Gli italiani della Brigata Kalimera, accorsi ad Atene per festeggiare la vittoria del loro nuovo idolo, saranno sotto choc. Sono andati a letto cantando «Bella ciao» e si risvegliano con Tsipras che prova a formare il governo con i greci indipendenti: la destra anti-austerity e anti immigrati, praticamente una versione soft di Alba dorata.…vai a tutto l’articolo qui:http://www.corriere.it/opinioni/15_gennaio_26/pragmatico-tsipras-spregiudicato-postideologico-leader-40enne-a8a36eb8-a556-11e4-a533-e296b60b914a.shtml

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