Il consigliere regionale, Giampaolo Lavagetto, e l'ex consigliere comunale salsese del PDL, Luca Musile Tanzi, intervengono sulla
debacle del partito nella città termale.

Pantano, Barral
Gambarini
Prendiamo atto con tristezza e incredulità, che nel giro di pochi mesi la dirigenza provinciale e comunale ha ottenuto per il PDL il non facile risultato di far prima cadere, ancora una volta per ingiustificati personalismi, la seconda esperienza di centrodestra al governo della città e poi di presentare una lista che nemmeno ha ottenuto i voti sufficienti per raggiungere il ballottaggio. Risultato ancora più eclatante in negativo, se si pensa che il centrosinistra si presentava all'appuntamento elettorale frammentato in più liste. In particolare, nel giro di pochi mesi, la classe dirigente locale ha dissipato quasi la metà dei consensi che, grazie alla candidatura del Presidente Berlusconi, eravamo riusciti ad ottenere a Salsomaggiore per la coalizione di centrodestra. Un tonfo raggiunto con la solita logica di emarginare ed escludere chi ha nel centrodestra consenso, chi ancora in questi giorni di disaffezione dalla politica, a differenza loro, riempie le sale con i propri ioncontri. Persone credibili, ma non omologabile a logiche che sempre più appiano incomprensibili ed indigeste agli occhi degli elettori. Dopo la distruzione del "Modello Parma" e l' assurdo tentativo di far cadere l'amministrazione di centrodestra del Comune di Fidenza, l'ostinazione di una classe dirigente che ormai non solo non ha più nulla da dire, ma la cui sola presenza fa fuggire gli elettori, mette fuori gioco il PDL anche Salsese, che per la prima volta si trova addirittura senza la certezza di un proprio rappresentante eletto in consiglio comunale. A questo punto, chiunque con un minimo di dignità politica, farebbe un definitivo e chiaro passo indietro.
Giampaolo Lavagetto
Consigliere Regionale
Luca Musile Tanzi
Ex Presidente del Consigliere Comunale di Salsomaggiore
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