Eppure sentire.

Creato il 14 ottobre 2013 da Agipsyinthekitchen

Io credo veramente di aver bisogno di un giorno in più tra il sabato e la domenica.
Per intenderci: potrebbe chiamarsi "batodome", quel giusto cuscinetto che attutisce la stanchezza delle commissioni da fare e ti mette nel mood domenicale perfetto: tipo piumone e film e libri e forno accesso con impasti a lievitare in tranquillità e tutto quello che ci piace, coccole e uomo con la barba inclusi.
- a proposito:  #uomoconlabarba giungi presto che qui si sta preparando un inverno freddo e dobbiamo pensare a nuove prospettive per godere della neve, di piumoni e lenzuola bianche e ricamate,  di tutte le ricette che devo provare a fare, di rinnovate ricerche verso la pigrizia da weekend perfetta e soprattutto della mia frangia, che ho una scommessa in atto con la mia parrucchiera -  Antecedente: Gipsy, presa dallo sconforto della frangetta appena  tagliata, è stata obbligata a scommettere con lei che con frangia mi mariterò, sicura che a suo avviso  ho proprio un "musetto" perfetto per questa pettinatura mentre io, in piena crisi di nervi ed esistenziale del genere "sembro una Lou Doillon con la faccia a luna piena", cercavo su internet rimedi rapidi per ovviare al problema - cerchietti, posticci e varie, per intenderci.

Gipsy in versione Bang!

Ecco Lou..la musa originale!


Questo weekend è passato tra una rapida incursione a Milano Golosa dove mi sono abbuffata di Krumiri, panettoni al pistacchio e cioccolati vari, alla faccia della mia obbligata dieta gluten free, e  una domenica blindata a casa tra viks vaporub inalato come se fosse vaniglia e fazzoletti pieni di raffreddore, nonostante le mie primarie intenzioni fossero molto più bellicose- del genere Plastic e brunch e Lanzo e castagne e funghi e zucche e, e, e ,e ..voilà, tombé malade.
E' abbastanza scontato, comunque,  che ogni qual volta io torni da Parigi, zac: ammalata. Niente ndi nuovo all'orizzonte.
Il corpo si rilassa, la tensione viene rilasciata e il raffreddore è a portata di sberleffo.
Ho fatto una full immersion in oscillococcinum e sebbene al momento non mi posso dire ancora sana come le mie parenti acciughe, devo dire che quanto meno la febbre è stata debellata.
Evviva evviva, il  forno è stato acceso, eccome se l'ho accesso: ho sfornato madeleines, marmellate, cake e varie e sono così feria di tutti questi progetti che stanno per accadere.
Sorridere sorridere.
Pensare in prospettiva anche quando manca il fiato solo per alzarsi. Anche quando si è stanchi di voler affrontare tutte queste problematiche.
Ma accorgersi che forse va bene così, perchè se non ci fossero, cosa faremmo?
La nostra vita sarebbe solo una pianura distesa e abbastanza noiosa...ed allora ecco le salite e poi le discese.
Nel frattempo vi basti sapere che:
- Da domani una nuova rubrica con le Funky Mamas: let's go viral!
Una serie di video della vostra Gipsy che cucina con le mamme più funky in circolazione.
Domani avremo Caterina, Agata e il nuovo arrivato Antonio.

Caterina & Agata


Gipsy e Antonio


Gipsy in action


- QVC.
Oh voi non sapete come sono felice di questa collaborazione.
L'emozione di ritrovarmi davanti alla telecamera, l'aspettativa di non deludere nessuno, soprattutto chi crede in me e in questo progetto, la gioia di ridere con la squadra fantastica che si è creata..j'adore.
Il focus adesso sarà sulle sagre, quindi Gipsy goes really Gipsy.
Un turbinio di abiti di chiffon mischiati a una ricerca estenuante e favolosa del cibo che più ci piace: avremo puntate sulla cucina viva, vedremo come si realizza il formaggio ancora nella maniera antica, ci perderemo insieme tra berretti di cachemire sulla via dei mercatini natalizi in Trentino Alto Adige e poi altro ancora. Avete visto le puntate precedenti? Tutte qui.
E se avete proposte e idee: scrivetemi!
- L'Erbolario, la LAV e le mie ricette vegane a sostegno di questa iniziativa:  http://www.erbolario.com/ricettevegane/
E adesso si che ci sarà da ridere: alla ricerca del panettone vegano perfetto...
- Come trasformare quella che pensavo essere una disgrazia enorme in un punto di forza.
Lo avevo anticipato qualche post fa, mi hanno diagnosticato una forte intolleranza al glutine.
Così ho cominciato, da agosto una dieta gluten free - con l'eccezione di un giorno a settimana chiamato "gogo" day, dove lascio il via libera a grandi abbuffate di pizza, pasta e pain au chocolat.
Quello che posso affermare con assoluta certezza è che non solo il mio fisico sta meglio - eliminate quasi totalmente coliche e gonfiori vari - ma la mia pelle è tre volte più luminosa e chiara.
Uao.
Così bella che la mia adorata Valentina quando mi ha visto mi ha subito chiesto se fossi in dolce attesa perché a suo dire avevo quel pregnant glow in viso che mi faceva risplendere.
Ehehe ancora nessuna petite Irma in arrivo, ma sulla pelle posso confermare che non sono solo le meravigliose pozioni Aesop di cui mi spalmo a iosa da mane a sera.
Quindi eccoci noi: a breve cominceremo una serie di video sulla dieta gluten free che tra l'altro ormai pare anche essere diventata molto trés chic tra Gwyneth e amiche.
Sono molto entusiasta in proposito grazie anche a un asso nella manica: Alba, ovvero la mia video producer che, giudicherete voi stesse, è semplicemente fantastica.

le mie ricette e un servizio di moda. Yes! Gipsy goes fashion!


le mie ricette e un servizio di moda. Yes! Gipsy goes fashion!


le mie ricette e un servizio di moda. Yes! Gipsy goes fashion!


- Emozione e soddisfazione parte due.
Ecco qui le mie ricette corredate dalle fantastiche immagini di Matteo Felici e dallo styling di Umbe San, con la preziosissima collaborazione di Giuseppe Cascio.
  http://www.essentaste.com/copertina/lonsj-individual-lunch-2/
- Ed ora: squillino le trombe.
Grazie a colui che chiamo
 #family * a metà novembre saremo online con una grafica tutta nuova, un super restyling che farà del "nostro tavolo della colazione", un posto ancora più morbido e accogliente dove ritrovarsi.
Non vedo l'ora di condividerlo con voi.
* colui che io chiamo #family è la mia coscienza, colui nei quali abbracci ci si perde e si respira di nuovo, che costruisce sogni e li rende visibili, che incanta con parole e scaccia via streghe e ansie.
Lui è il Generale di quel famoso Esercito dell'Amore che ho accanto e per il quale ringrazio tutti i Santi in paradiso quotidianamente.
Lui è  timido, non vuole che si parli di lui, ma prima o poi vi racconterò le sue gesta, perché è un eroe, per me.

Ecco come vorrei che fosse il nostro tavolo della colazione: fuori la neve, dentro il caldo tepore di piccole luci e cibo confortante



- Piccola riflessione.
Quante volte le persone parlano male alle spalle.
Alcune, di queste volte, si scrollano con un intercalare di spalle e si guarda avanti.
Altre volte fa un po' male.
Soprattutto se l'attacco è incrociato o arriva da chi si ama.
Tuttavia mi viene da sorridere quando sento certe cose, tipo: ma come fa a scrivere il blog, vuol dire che non lavora.
Oppure ancora: Gipsy è una hipster fighetta milanese.
( rispondere a queste affermazioni è veramente troppo facile - dormo 4 ore per notte per scrivere e portare avanti quella che è la mia passione, e per quanto riguarda l'essere hipster, è vero lo sono. Ma sono anche tanto altro)
Io credo solamente che in questo momento stiamo tutti cercando di costruire il nostro futuro, ipotecando il nostro cuore laddove sia meglio,facendo scelte di vita che corrispondano a noi stessi,nella nostra eccezione più semplice e genuina, escludendo il superfluo e tutto ciò che ci fa male.
Correggiamo il tiro laddove continuiamo a sbagliare, frughiamo negli angoli più nascosti per stabilire nuovi punti di partenza, rendendo gli ostacoli traguardi raggiungibili con un battito di ciglia.
In soldoni: ognuno di noi combatte la sua personale battaglia verso la felicità, laddove battaglia è intesa come un percorso alla realizzazione di un nuovo volersi stringere accanto a anime belle e pulite.
Che senso ha parlare a sprofusione, e perdonatemi il neologismo, ma spero che capiate dove voglio arrivare.
Le parole contano.
Hanno il potere di fare stare meglio o di abbattere sogni, idee e sentimenti.
Possiamo trovare e dobbiamo trovarlo, il tempo di fermarci e chiederci se quello che stiamo per dire porterà veramente il valore aggiunto al nostro interlocutore, oppure no.
Se è gentile, se insegna o solo se è detto in preda a un moto di aggressività.
Siamo noi gli amministratori delegati delle nostre vite: e mai citazione fu più vera. Promuiviamo chi lo merita, buttiamo fuori chi crede in  guerre di ripicca e inutili sproloqui.
Per cui un unico augurio per questo autunno, e questo inverno alle porte che si, sarà freddo, ma sarà meraviglioso perché fatto di bacche rosse e profumo di pane caldo.
Odore di neve al mattino e rossetto rosso e smalto rosso e abbracci di cachemire e vellutate di zucca e concerti e funghi buoni da seccare da farci il sugo quando viene Natale come canta DeGregori e tutto quello che ci piace.
L'augurio di innamorarci di noi stessi, profondamente, in maniera dedita, totale, esclusiva, folle, amando ogni difetto, rendendoci tollerante di ogni guaio che combiniamo e che combineremo...e dopodiché condividere questo amore con qualcuno che ci apprezzi e che stabilisca noi stesse al primo posto di ogni priorità, che divinamente riempia il nostro corpo di baci e non il nostro cuore di cicatrici.
Quindi: impariamo veramente cos'è l'Amore, quell'Amore di cui tanto parliamo, di cui tanto cantiamo.
Capiamolo fino alla sua essenza più profonda e crogioliamoci in maniera pigra, estenuante e corroborante in esso.
...E godiamoci pure queste foglie rosse, gialle e i maglioni che scaldano il collo e i pensieri!
Una ricetta, che se avessi l'indirizzo di tutti voi, vi manderei UPS e Fedex a profusione pieni di barattoli di questa composta, che è proprio buona.



 J'aime l'hiver
1 kilo di cachi
2 cachi vaniglia
una confezione di castagne cotte precedentemente
Estratto di Vaniglia del Madagascar - 1 cucchiaio
350 gr di zucchero
il succo di un clementino
Privare i cachi della buccia e dei filamenti bianchi interni e unire alla polpa, anche fettine a cubi dei cachi vaniglia.Aggiungere le castagne sbriciolate.
Irrorare con il succo di un clementino e aggiungere mezzo bicchiere di acqua.
Far cuocere a fuoco lento, aggiungendo dopo i primi dieci minuti lo zucchero,  per circa  40/45 minuti.
Passare rapidamente il frullatore ad immersione e continuare a cuocere per altri 10 minuti.

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