Esami di Stato aboliti? No, l’ennesima bufala del web

Creato il 13 dicembre 2013 da Webnewsman @lenews1
Pubblicato da Krizia Ribotta

Esami di Stato aboliti? No, l’ennesima bufala del web

Da tempo il Movimento 5 Stelle sta spingendo per l’abolizione degli Esami di Stato, tanto da aver preparato una proposta di legge con tanto di motivazioni. Da questo presupposto, qualche amante della burla e delle cosiddette bufale del web, ha fatto circolare ieri, su internet, la notizia di una presunta approvazione di un fantomatico Decreto Legge (959/2013) che citerebbe il seguente testo:

“L’allievo, già formato per 5 anni precedenti dal nucleo degli insegnanti, non necessiterà di ulteriore verifica delle sue capacità culturali ed educative. La sua idoneità al conseguimento della Maturità verrà stabilita in base all’esperienza scolastica completa, ovvero verranno evitati equivoci tipici dello stress in sede di esami, stato psichico deleterio e solitamente aggravato dalla presenza di membri esterni giudicanti che non conoscono la storia del singolo individuo.”

Ma non solo: nella notizia è stato reso noto che, già a partire dall’anno 2014 gli esami di maturità verrebbero aboliti. Gli articoli sono immediatamente rimbalzati in modo virale da un social network all’altro, raggiungendo un elevato numero di condivisioni da parte degli studenti, che, per qualche ora, si sono illusi di potersi sottrarre al giudizio di una commissione d’esame.

Chi ha creato questa falsa speranza ai maturandi l’ha fatto in modo quasi credibile, mettendo in mezzo addirittura un fittizio Comitato Studentesco Nazionale (CSN), ed il suo presunto presidente, un certo Elia Cirroneo, che avrebbe dichiarato in un comunicato stampa di ieri sera: “Si ringrazia il Ministro dell’Insegnamento Individuale, On. Paolo Garrupe per aver lottato per il raggiungimento di questo grande obiettivo.”

Il trucco c’è, e LeNews vuole illustrare in modo semplice e conciso l’incongruenza della bufala. Al di là del fatto che il testo riportato dal Decreto Legislativo in questione lasci molto a desiderare, facendo un rapido controllo sui lavori in Parlamento, è facile constatare che l’ultimo Decreto, che è in fase di conversione, è il numero 133. Quello in questione sarebbe il 959, il che significa che le Camere ne dovrebbero approvare più di 800 per arrivare alla suddetta numerazione. Si è mai vista una mole di lavoro così consistente in un solo anno? No, appunto.

Inoltre, il fatto di pubblicare apertamente nomi e cognomi, può rivelarsi un’arma a doppio taglio, specie al giorno d’oggi che la ricerca tecnologica permette di andare a verificare ogni dichiarazione. Non esiste nessun Comitato Studentesco Nazionale (CSN) e, com’è facilmente deducibile, sia Elia Cirroneo che Paolo Garrupe sono nomi inventati.

I docenti possono tranquillizzare gli studenti non solo invogliandoli a studiare, ma anche e soprattutto spiegando loro nozioni di quella che un tempo veniva chiamata “storia civica”, illustrando loro la situazione attuale in Italia della scuola e del mondo della formazione. Partendo da un’errata notizia diffusa sul web, chissà che non venga fuori lo spunto per un interessante e sensato dibattito tra insegnanti e la futura classe del 2014.

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