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EUROPA: La Grecia svenduta alla Cina

Creato il 17 febbraio 2012 da Eastjournal @EaSTJournal

di Pietro Acquistapace

EUROPA: La Grecia svenduta alla Cina

Ci sono un greco, un tedesco e un cinese; sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è. Si è da poco concluso a Pechino il 14esimo summit economico tra Ue e Cina, appena dopo l’approvazione della manovra fiscale nel parlamento greco e poco prima che la stessa venisse ritenuta insufficente dall’Eurogruppo, rinviando quindi il secondo pacchetto di aiuto, per un valore di 130 miliardi di euro, allo stato ellenico.

La Cina sta quindi assumendo un ruolo sempre più forte di attore globale ed è significativo che nello stesso giorno del vertice citato il vicepresidente cinese Xi Jinping sia stato impegnato in una visita ufficiale a Washington.

Come facilmente intuibile il summit, che ha visto il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, insieme al presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, incontrarsi con la delegazione cinese composta dal premier Wen Jiabao e dal presidente Hu Jintao, è stato in gran parte incentrato sulla crisi economica europea. Tuttavia nella dichiarazione finale, articolata in 31 punti, non si è accennato al tema.

La mancata risposta cinese, nonostante le dichiarate buone intenzioni, potrebbe avere origine da molteplici ragioni. Innanzitutto la Cina non è obbligata, e certo non si sente tale, nel venire incontro alla richiesta d’aiuto lanciata dall’Ue; ci sono poi da considerare le modalità di tale eventuale aiuto: mentre l’Europa vorrebbe ricevere fondi mediante un piano di salvataggio, la potenza asiatica non esclude il ricorso al tramite del Fondo monetario internazionale. Va inoltre ricordata la risposta cinese datata fine 2011 alla Gran Bretagna che ne sollecitava gli investimenti sul proprio territorio, che affermò chiaramente che il colosso asiatico non avrebbe più avuto interesse nel finanziare progetti senza essere allo stesso tempo partecipe di perdite e profitti.

La Cina ha posto delle precise condizioni per il proprio intervento, una delle quali è il pieno riconoscimento di attore economico, eliminando ogni restrizione e di fatto aprendo i mercati europei alle merci cinesi. A illuminare ancora di più il quadro è l’intervista rilasciata all’agenzia Dow Jones dal presidente della China Investment Corporation, Lou Jiwei. Questi ha rivelato come il cancelliere tedesco Angela Merkel abbia recentemente chiesto agli investitori cinesi di acquistare quote di debito pubblico di Italia e Spagna, ricevendo da Pechino una risposta negativa.


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