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F1 | Ecco la F1 di Ivan Zazzaroni

Da Tony77g @antoniogranato

Francesco SveltoF1Sport.it

15 novembre 2014 – Prima del finale del mondiale di F1 2014, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ivan Zazzaroni, uno dei volti di spicco del giornalismo sportivo italiano. Tra un’analisi della situazione attuale ed un tuffo nel passato, Ivan ci ha regalato tanti spunti di riflessione, conditi dalla sua immancabile sincerità e schiettezza. Godeteveli tutti. 

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Ivan, analizziamo la F1 nel presente: quanto è cambiato questo sport negli ultimi anni, da quando tu eri direttore di Autosprint? Ti piace, vorresti cambiarne qualcosa?

Zazza-BIZ: Non mi piace. Chi ha vissuto la F1 di trenta o quarant’anni fa non può gradire la F1 attuale. Sport completamente stravolto, troppa prevalenza dei regolamenti tecnici e sportivi rispetto all’abilità del pilota. Io frequentavo i piloti dentro e fuori la pista, c’era una relazione col mondo della F1 ed era tutto diverso. Ora io sono molto annoiato. Per non parlare poi dell’ultimo anno: agghiacciante con i nuovi regolamenti! Tutto ciò che avviene in pista è determinato da tematiche che sfuggono al grande pubblico. C’è proprio questa chiusura della F1 in se stessa. All’epoca dei miei inizi come giornalista di questo sport, tu della stampa frequentavi i piloti. Ora raccontare questi personaggi è come parlare di una figurina che vedi per un’ora in pista, nelle conferenze stampa ufficiali o poco più. Il contatto che c’era prima tra un l’uomo giornalista e l’uomo pilota ti permetteva di raccontare una storia più sincera, più vera.

Cosa dovrebbe fare la F1 per avere più appeal?

IZ: Nulla, dobbiamo adattarci noi. Indietro non si torna! La F1 è l’unico sport dove è impossibile pensare al ritorno al passato. Si guarda sempre avanti, ci si abitua a questi nuove dinamiche ed a questi nuovi piloti, molti di essi con poca personalità. Tanto per parlare dei piloti, uno come Alonso, tra i migliori per talento e carisma, trent’anni fa sarebbe stato uno dei tanti.

Rimanendo in tema di crisi di immagine della F1 in giro per il mondo, al di la delle cause tecnico-sportive che hanno portato a tutto questo, pensi che uno dei problemi possa essere dovuto anche alla scarsa presenza di pubblico sugli spalti dovuta, a sua volta, magari alla crisi economica mondiale?

yas-hotel-abu-dhabi-10IZ: Non credo: per la maggior parte gli eventi vengono disputati in paesi come gli Emirati, la Russia, la Cina, dove c’è ricchezza quindi non è un problema questo. Forse qualche impedimento di troppo, sempre relativamente al caro-biglietti, lo avverte il tifoso europeo ma tirando le somme non ritengo questo aspetto un problema. Il vero problema è di carattere tecnico ed umano.

Il problema dei soldi è attualissimo anche per i molti team stessi della F1. Vorrei un tuo parere sull’eventuale introduzione della terza vettura per compensare i team scomparsi o in grave crisi.

IZ: La terza macchina non è una novità. Ricordo i tempi in cui vi erano le terze vetture gestite da team privati negli anni ’70. Ad ogni modo sono tutti palliativi, la F1 deve combattere la crisi con lo spettacolo in pista, con i sorpassi, con la tecnologia, con qualcosa che ti riporti al concetto vero e puro della gara.

La storia “Vettel-Ferrari” è il tormentone di mercato di questi mesi, storia a cui manca soltanto la parola ‘fine’ dettata dall’ufficialità imminente. Questo matrimonio potrà  risollevare le sorti di entrambi, secondo te?

vettel_ferrari2_IZ: Oggi contano le macchine. In una macchina vincente si può inserire un pilota mediocre, vincerebbe comunque. Anche Max Verstappen, di cui conoscevo il padre (sorride, n.d.r.) l’anno prossimo farà bene se dovesse avere tra le mani una macchina competitiva. La Ferrari, piuttosto, dovrebbe guardare agli uomini del reparto tecnico della Red Bull o della Mercedes perchè il pilota conta molto meno che in passato. Oggi sono tutti più o meno dello stesso livello.

Parliamo ancora di Vettel: un tuo giudizio personale su di lui e sul valore che dai ai suoi trofei mondiali. In tanti fanno il confronto dei suoi quattro mondiali conquistati con quelli dei grandi campioni del passato. Tu come li rapporti?

IZ: Guarda: Niki Lauda, per esempio, era uno spettacolo in termini di personalità e di conoscenza del mezzo; Prost era un signor pilota; un Mansell con il suo talento, oggi  i 4 titoli di Vettel li avrebbe vinti in tre anni. Era gente d’altri tempi. Il paragone non sussiste!

Per concludere, una domanda nostalgica: se potessi scegliere di tornare indietro nel tempo, quale epoca della F1 vorresti rivivere e perchè?

IZ: Io ho vissuto la F1 a partire dagli anni ’70 e quella era l’epoca romantica della F1. Credo che un’altra epoca d’oro sia stata quella a cavallo tra Villeneuve e Piquet o anche quelli a metà dei ’70. Sai, io ho visto il film Rush di Ron Howard e devo dirti che rende molto l’idea della bellezza e dell’adrenalina di quei tempi li quindi, per tirare le somme, scelgo i due decenni: ’70 e ’80. Indimenticabili!

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