F1 | Gp Corea: Fuoco e fiamme per la Red Bull

Da Tony77g @antoniogranato

Luca SarperoF1Sport.it

Yeongam, 6 ottobre 2013 – Gli inglesi quando vogliono indicare che uno sportivo è in particolare forma dicono “Is on fire!”, che tradotto, sta a significare: “E’ a fuoco!”. Possiamo dire che Vettel e la Red Bull sono talmente in forma da essere “on fired!”. Webber anche lui è “on fire”, peccato che però l’australiano lo sia perchè è stato colpito da Sutil nella fiancata della sua Red Bull.

In Corea vigeva, fino a poche ore fa, il tabù della pole position. Chi parte dal palo, la domenica non vince. Che il tabù fosse fragile come una meringa, lo si era capito già dopo pochi giri con Vettel che se ne va fin da subito salutando tutti. La fortuna sorride al campione del mondo che fa il suo pit nel momento dell’uscita della safety car senza, così, perdere tempo e posizioni. Per il resto della corsa la Red Bull numero 1 rimane tranquillamente al comando, finchè una Jeep, guidata da un simpatico coreano, inspiegabilmente sceglie la pista per raggiungere il luogo dell’incidente tra Sutil e l’altra Red Bull di Webber. Altra safety, ma per Vettel non c’è nessun pericolo di perdere la leadership.

L’alfiere della Red Bull, Sebastian Vettel, commenta a fine gara: ” Sono contento per la vittoria, la squadra è stata grandiosa! Ci sono state 2 safety car, e non è mai bello dover ripartire dietro di essa perchè hai il gruppo compatto dietro di te. Per fortuna, la prima safety è uscita che io ero a poche curve dall’ingresso box. Avevamo poi un buon margine per aprire un bel gap. Bravi Kimi e Romain, avevano forse un miglior passo rispetto a noi sul long run“. Qualcuno ricorda poi a Vettel che può diventare campione del mondo già domenica a Suzuka: “ Ci sono molte gare quindi ancora niente è deciso. Mi piacerebbe vincere il titolo a Suzuka ma dobbiamo fare un buon lavoro e concentrarci sulla gara“.

Molto più sintetico Chris Horner, team principal Red Bull: ” Se abbiamo un segreto, quello è il lavoro di squadra. Mi dispiace per Mark sennò oggi potevamo vedere 2 Red Bull sul podio“.

Mark Webber, invece, ne ha anche per la Pirelli: “I driver non sono importanti per la Pirelli che sta a sentire solo quello che vogliono gli altri. La mia gara non è stata buona, avevamo un bel passo ma nel traffico non riuscivo a guadagnare posizioni, poi Sutil mi ha colpito e la mia gara è finita”.

Con o senza Newey al muretto (il “mago” era a Milton Keynes a seguire lo sviluppo della vettura 2014) La Red Bull e Vettel danno l’ennesima mazzata ad un mondiale che ormai non ha più niente da dire. Vettel a Suzuka può chiudere i giochi ma deve sperare che Alonso faccia nono o peggio. Difficile che ciò accada in quanto Vettel e la Red Bull sono “on fire” e la Ferrari, ormai, preferisce non scottarsi più e pensare al 2014 ma il secondo posto, sulla carta, è a portata del team di Maranello.

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