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F1 GP Russia : rischi da roulette russa

Da Tony77g @antoniogranato

Alessandro FranceseF1Sport.it

13 ottobre 2015 – Nell’ ultimo GP di Russia abbiamo assistito ad un livello di sicurezza enorme. Frequenze radio criptate, guardie del corpo e tiratori scelti. Il tutto per garantire un impeccabile sistema di sicurezza al presidente Putin. Per i piloti in pista invece, in tema di sicurezza, qualche dubbio sorge.

Tre indizi

Sainzcrash
E’passato solo un anno dal terribile incidente costato la vita al povero Jules Bianchì in quel di Suzuka e da allora ci si è interrogati molto sulla sicurezza in Formula 1. Si è parlato di cupolini e soluzioni più o meno fantasiose per far in modo che una tragedia simile non accadesse più. Illudersi che la F1 sia un mondo sicuro è pura utopia, ma nemmeno possiamo assistere agli scivoloni visti a Sochi senza indignarci un po’.

Mentre in Europa perdiamo o rischiamo di perdere  gare storiche come Monza o Silverstone nel mondo nascono GP novelli come questo di Sochi o quello di Baku del prossimo anno. Ma qual è il livello di preparazione di questi tracciati nell’ ospitare e garantire la sicurezza dei piloti in pista? Ricordo i leoni CEA intervenire rapidissimi su Berger a Imola già nell’89 ( si lo so avevo 7 anni ma me lo ricordo) mentre negli ultimi anni soprattutto nei nuovi GP ho visto in pista Jeep, persone e tanta approssimazione.

  1. Gasolio in pista

Venerdì è stata una giornata in cui le prove libere sono state condizionate da un episodio singolare. Una cisterna ha perso gasolio in pista e per ovviare al problema si è pensato di lavare il tracciato con l’acqua. Idea folle, anche i bambini sanno che acqua e olio non vanno d’accordo … il risultato è stato quello di rendere inagibile mezza pista.

  1. Sainz sfonda le barriere

Sabato non sono mancati stati attimi di paura in seguito allo schianto di Carlos Sainz Jr . In frenata il giovane driver iberico ha perso la sua Toro Rosso che si appoggia prima al muretto laterale per poi schiantarsi nelle barriere alla fine della via di fuga asfaltata. Ad essere grave è stato stato il fatto che la monoposto si è infilata sotto le protezioni raggiungendo e sfondando addirittura il rail in ferro. Ci sono voluti parecchi minuti per estrarre il pilota fortunatamente illeso. Ma se fosse stato ferito?

  1. Uomo in pista

Altri momenti di tensione si sono vissuti durante il GP. Un commissario si è gettato in pista per levare un pezzo di ala posteriore persa sempre dalla Toro Rosso di Sainz ( Eroicamente al via nonostante il botto del giorno prima) proprio mentre sopraggiungeva Vettel. In pista si entra solo se viene dichiarato l’ok a procedere da Charlie Whiting, come mai una tale imprudenza? Poco prima la Lotus di Grosjean si era disintegrata contro le barriere un pò per errore del pilota un pò per esser finita fuori traiettoria ideale. In mattinata prima della gara di F1 la pista non era stata pulita dai trucioli di gomma lasciati dalle gare minori. Non c’era tempo, bisognava recuperare la gara di GP3 saltata sabato in seguito alle operazioni necessarie a riparare le barriere distrutte dall’ incidente di Sainz.

Questi episodi non sono altro che tre indizi che dimostrano che a Sochi di sicurezza non ce n’è stata abbastanza. Correre questi rischi è folle, come folle fu avere quella gru in pista a Suzuka. Per fortuna questa volta tutto bene, ma perché questa rischiosa roulette russa?

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