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F1 “Il martello” al primo matchpoint

Da Tony77g @antoniogranato

Francesco SveltoF1Sport.it

22 ottobre 2015 – Primo matchpoint stagionale per Lewis Hamilton che, in teoria, può vincere il titolo già domenica ad Austin, nel GP degli Stati Uniti. Per l’inglese portare a casa il titolo sarà un gioco da ragazzi.

di Francesco Svelto     Segui @f_svelto

Siamo alla resa dei conti. Suvvia, chi pensava anche soltanto a maggio che le cose potevano andare diversamente? In tanti ci speravano, questo si, e magari era anche una speranza per dare un po’ di verve ad un mondiale che aveva già preso una determinata strada dalle prove invernali. Ma razionalmente, chi poteva credere che Hamilton non fosse avviato concretamente nella conquista del suo terzo titolo mondiale? In pochi, decisamente pochi.

F1 “Il martello” al primo matchpoint
Ad Austin Hamilton potrà diventare campione del mondo per la terza volta se riuscisse a prendere nove punti su Vettel e solo due su Rosberg (in pratica se domenica sera avremmo Hamilton-Rosberg-Vettel sul podio, vedremmo l’inglese festeggiare). Non impossibile quindi ma chissà che data la Ferrari – competitiva e molto concreta – degli ultimi tempi, l’inglese si ritrovi a rimandare il tutto a San Paolo, la prossima tappa iridata. Nove punti, solo nove punti a quattro gare dal termine. E la cosa sensazionale, per certi versi, è che non debba guardarsi le spalle da Rosberg bensì da una Ferrari.

Quanto detto ci permette di analizzare due aspetti di questo mondiale, uno positivo e l’altro negativo. Il primo – positivo – riguarda la Ferrari e i ferraristi. Se Vettel riuscisse a tenere il mondiale ancora aperto e, alla fine dei giochi, conquistare la piazza d’onore, sarebbe una grande impresa sportiva considerato lo stato della Ferrari di appena 12 mesi fa. Al di la dei ribaltoni “aziendali” avvenuti a Maranello ed al di la di giudizi e azzardati confronti, parliamo di un ragazzo che ha dato entusiasmo, metodica di lavoro e leggerezza ad un ambiente diventato un po’ troppo pesante e cupo per tanti aspetti. Di questo gliene va dato atto.

Mercedes Hamilton Rosberg Brasile
Il secondo aspetto – negativo – ci parla di un mondiale forse troppo noioso che ci ha regalato forse ancor meno emozioni di quello dello scorso anno, quando i due Mercedes – sempre loro e per diversi motivi – hanno tenuto aperta la battaglia fino al round finale di Abu Dhabi. Quest’anno invece no. Potremmo assistere agli ultimi tre eventi mondiali con il titolo già assegnato (parliamo di quello piloti; quello costruttori è in archivio già da Sochi). E tutto ciò nonostante il rivoluzionario – e forse discutibile – sistema di punteggio attuale concepito proprio per evitare situazioni del genere. E poi è venuto meno Rosberg, battuto nettamente dal compagno, proprio nel momento in cui la sua super competitiva W06 Hybrid poteva metterlo in condizione di dimostrare chi fosse davvero.

Ad ogni modo Hamilton The Hammer ha dimostrato davvero di essere un martello ed il mondiale lo sta meritando. Tifosi ferraristi e non, però, sperano che il prossimo anno la profezia dell’inglese che vede Vettel in lotta con lui “a sportellate” per tutta la stagione, possa diventare realtà.

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