F1 | Quanto conviene a Vettel cambiare team

Da Tony77g @antoniogranato

Francesco SveltoF1Sport.it

10 novembre 2013 – Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo, è stato bersaglio di aspre critiche da parte di molti tifosi in giro per il mondo.

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Quest’anno abbiamo assistito ad un qualcosa di veramente particolare: forse mai, oppure da tempo immemore, colui che è stato il dominatore del Campionato del Mondo di F1 è stato cosi aspramente criticato e bersaglio di innumerevoli, e forse poco carini, fischi e ‘booo’ assordanti da parte del pubblico tifoso. Il destinatario di questo trattamento, manco a dirlo, è stato Sebastian Vettel, quattro-volte Campione del Mondo di F1 con la tanto potente, quanto discussa, Red Bull-Renault.

Vettel è il protagonista e dominatore incontrastato della scena da ormai cinque stagioni, inclusa quella del 2009 in cui la Brawn GP e Button vinsero il mondiale in maniera molto ‘discutibile’ ma che non impedì giovane 22enne (all’epoca) di mettersi in mostra con ben cinque successi stagionali.
Dei suoi quattro titoli vinti, possiamo asserire che una metà di essi sono arrivati dopo un campionato in bilico sino all’ultima gara (2010 e 2012, con il primo dei due conquistato forse in maniera abbastanza ‘fortuita’) mentre i due titoli rimanenti (2011 e 2013) sono arrivati in regime di dominio uomo-macchina incontrastato. Ad ogni modo la Red Bull Racing, progettata e sviluppata nel corso degli anni dal genio di Adrian Newey, non si è trovata mai (o forse quasi mai) nel ruolo di ‘inseguitrice’ ma sempre in quello di ‘inseguita’, frutto di una superiorità tecnica assoluta che non ha, forse, precedenti nella storia moderna della F1.

Forse il nocciolo della questione è tutto qui: i tifosi sparsi in giro per il mondo si interrogano quanti di questi quattro titoli mondiali siano realmente stati meritati dal tedesco e quanti, invece, siano solo frutto del suo trovarsi al posto giusto al momento giusto.

Da qui l’interrogativo. Se a furor di popolo sono arrivate queste ‘sentenze’ particolari, quanto gioverebbe all’immagine di Sebastian Vettel il cambiare squadra per intraprendere una nuova sfida tecnica e personale? Sarebbe un po’ come la scelta di Lewis Hamilton, a fine 2012, di lasciare la McLaren per la Mercedes oppure, andando indietro nel tempo, come quella del buon vecchio Schumacher che lasciò la Benetton per arrivare a Maranello.

Abbandonare la Red Bull, adesso, rappresenterebbe un rischio che rasenta la follia. Anche lo stesso Vettel lo sa, tant’è vero che ha pubblicamente dichiarato di non avere la minima intenzione di farlo, anche con tutte le critiche e i giudizi negativi di quest’anno. Ragionando per assurdo, però, se anche Sebastian decidesse di andasse via da Milton Keynes a breve o medio termine per approdare alla Ferrari o alla futura McLaren-Honda e i risultati dovessero essere altrettanto positivi, potremmo dire di aver vissuto un’epoca nella quale un ragazzo poco più che adolescente è arrivato alla sua definitiva maturazione spazzando via tutti i record dei suoi illustri predecessori. Potremmo dire di aver vissuto l’epoca di un grande, grandissimo della storia di questo sport. In caso contrario, prenderebbero reale consistenza tutti i dubbi espressi nel recente passato dagli appassionati, screditando l’immagine di un ragazzo quattro-volte campione (per ora) e dell’intera F1 moderna. Tutto questo perchè i confronti sono umani ed è nell’immaginario collettivo pensare che il tedesco ha già, ora, più titoli mondiali di Clarke, Senna, Lauda e Piquet, tanto per fare dei nomi, cosi come umano è paragonare ogni mondiale di Vettel con ogni mondiale di Alain Prost. Questo raffronto, purtroppo o per fortuna, è innegabile e i tifosi sono l’ultimo, supremo, giudice della qualità delle gesta di ogni pilota.

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