F1 | Storia: GP Ungheria 1997, l’impresa di Damon Hill

Da Tony77g @antoniogranato

Cristian ButtazzoniF1Sport.it

22 luglio 2014 – Alcunui piloti stringono dei rapporti particolari con un circuito, che si potrebbe definire il loro “circuito del cuore”, quello in cui hanno firmato grandi imprese o quello che gli ha fatto ottenere i risultati più importanti. Tutti ricordiamo le imprese di Senna a Montecarlo, di Berger a Hockenheim, di Alesi a Monza… e tra questi ci sono sicuramente le imprese di Damon Hill a Budapest, circuito che adesso sta facendo la fortuna di Fernando Alonso e Lewis Hamilton, ma che in passato sono state il terreno preferito di caccia del figlio del leggendario Graham.

Damon all’Hungaroring vince 3 anni di fila, nel 1993, 1994 e 1995 (anno in cui lui e Coulthard doppieranno tutti) e nel 1996 trova la sua bestia nera rappresentata dal suo nuovo compagno di squadra, Jacques Villeneuve, che con quella vittoria consegnerà alla Williams il titolo Costruttori e accenderà la lotta con il compagno-rivale Hill. L’inglese verrà cacciato dalla Williams, ma prima avrà il modo di vincere il Mondiale tanto agognato e strappare al team di Didcot il numero 1 dal musetto e portarlo alla Arrows, per iniziare un’avventura del tutto nuova.

La stagione, come previsto, si rivelerà estremamente travagliata, ma a Silverstone arriverà il primo punto e due gare più tardi, in Ungheria appunto (gara che costituisce oggetto dell’anteprima storica dell’edizione 2014), ecco che accade l’impensabile, quello che nessuno si sarebbe mai aspettato: grazie anche alle nuove gomme Bridgestone, novità del 1997, in qualifica Hill ferma il cronometro sul 1’15″044, a soli 372 millesimi dal polesitter Michael Schumacher, e si piazza in seconda fila, terzo dietro a Villeneuve. Tutti rimarranno letteralmente sbalorditi dai oprogressi della Arrows, spinta da quel motore Yamaha che qualcuno definì “scherzo meccanico”, ma Damon in Ungheria ha una marcia in più e lo dimostra in prova.

Parte la gara e Schumacher scatta senza problemi dalla pole, ma a seguirlo non ci sarà Villeneuve, bensì proprio il suo vecchio rivale Damon Hill, che insieme a Irvine e Hakkinen brucia Villeneuve. Lì’irlandese della Ferrari, però, entra subito in crisi di gomme, e si fa infilare da Hakkinen e Villeneuve. E quando la sorte ci mette lo zampino, ecco che i problemi si presentano anche sulla vettura gemella di Schumacher, che al 14. giro viene sopravanzato da Damon Hill che comanda la gara. E a questo punto, accade quello che nessuno a inizio stagione si aspettava, con l’inglese della Arrows che non solo rimane in testa alla gara, ma addirittura allunga in modo quasi imbarazzante surclassando tutti i rivali, Villeneuve in testa. Schumacher, intanto, indietreggia dopo essere stato costretto a un pitstop anticipato e si imbate in una lotta che lo vede protagonista insieme ad Alesi e al fratello Ralf.

La prima girandola di soste ai box riserva una sorpresa a Hill: la seconda Williams, quella del suo sostituto Frentzen, ha una strategia diversa e balza al comando della gara. Ma sembra che tutto giochi a favore di Hill, perchè nel momento in cui entra ai box, il tedesco della Williams è vittima di un principio di incendio divampato sulla sua monoposto dopo il distacco del bocchettone della benzina e deve ritirarsi. La Arrows dell’inglese non sembra avere problemi, tant’è che dopo il secondo pit-stop il vantaggio su Villeneuve sale a 35 secondi, mentre tutte le altre arrancano o sono in palese affanno: la Ferrari si trova a dover lottare per pochi punti solo con Schumacher, la Benetton sarà addirittura relegata oltre il decimo posto, con Berger che nelle fasi centrali di gara lotta addirittura per la quindicesima posizione. Da rimarcare, invece, le ottime prestazioni di Prost e Jordan, in lotta per le posizioni che garantiscono punti mondiali.

Hill sembra non avere rivali, conduce con autorevolezza… fino a che nel corso del penultimo giro accade l’incredibile: il suo cambio si blocca in terza! L’inglese è costretto a rallentare bruscamente e all’inizio dell’ultimo giro Villeneuve gli recupera tutto lo svantaggio e lo supera, andando a prendersi una vittoria che sul campo sarebbe spettata a Hill.

Ma i colpi di scena non sono finiti: nel corso dell’ultimo giro accade l’incredibile, infatti Irvine si vede spedito fuori pista da Nakano che lo costringe a ritirarsi e a uscire dalla zona punti (verrà classificato nono).

Villeneuve e Hill, quindi precedono un’altra sorpresa, la Sauber di Johnny Herbert, che si guadagna il podio con una gara accorta e regolare, la coppia dei fratelli Schumacher, con Michael davanti a Ralf, e Nakano che chiude la zona punti.

L’abbraccio tra Hill e Villeneuve a fine gara (immagine ben diversa dallo scontro dell’anno prima) sancisce la grande impresa compiuta da “Capitan Zero” che mai come in questa gara condotta magistralmente può orgogliosamente esibire il suo numero 1.

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