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Fa fine e non impegna

Creato il 21 settembre 2010 da Patuasia

Mi piacciono le conferenze. Qui ne organizzano tante! Hanno temi meravigliosi che lasciano immaginare un futuro radioso: città senza auto, green economy, energia alternativa, turismo soft, cibo biologico, architettura bio, natura, etica e legalità. Insomma preludono al paradiso. Però nella realtà le cose funzionano al contrario. Ad esempio, quando si progetta una piazza gli alberi non sono mai previsti (piazza Narbonne e piazza Caveri). In città gli alberi sono considerati inutili: non danno legno, non danno frutti, non danno profitto. La loro bellezza è disprezzata, genera problemi e, nei parcheggi, toglie posti auto (piazza Plouves). La mitigazione delle brutture architettoniche, può essere facilmente raggiunta con la posa di alberi, ma più facile ancora è organizzare gli incontri che riempiono le sale di buoni propositi, per essere subito accantonati dagli amministratori dopo l’ultimo saluto di circostanza. Per non parlare del tema etica e legalità, organizzato dai protagonisti di vicende giudiziarie. O del cemento che divora il territorio. O del turismo caciarone e volgare. O dell’energia pulita che si traduce in decine e decine di centrali idroelettriche. Insomma, sembra che per i nostri amministratori, finanziare le conferenze sia solo un palliativo per mettersi a posto la coscienza sporca. Fa fine e non impegna.


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