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Fan Fiction: UNA PLACIDA NOTTE A SUNNYDALE

Creato il 25 marzo 2010 da Domenico Marotta
Fan Fiction: UNA PLACIDA NOTTE A SUNNYDALE
Salve ragazzi, volevo iniziare a pubblicare su Serialtvandcinema anche un fenomeno "letterario" molto diffuso negli ambienti on web dei molteplici Fans Club di serie televisive. Mi sto riferendo alle fan fiction, storie scritte dagli utenti e ambientate nelle realtà dei vari universi telefilmici.
Lanciamo questa nuova iniziativa con un affezionato collaboratore del blog, Andrea Cinalli, il quale ci propone una fan fiction calata nella spettrale Sunnydale, nel mondo di Buffy e dei mostruosi vampiri. Non vi aspettate una favola da leggere ai vostri figli o nipoti. I toni sono un pò accesi e coloriti ma - acciderba! - stiamo trattando di creature del male con denti affilati e vittime dissanguate. Aspettiamo anche altre opere! Intanto buona lettura!
di Andrea Cinalli
'Ogni sera la stessa merda', questo pensò Annie aspirando una lunga boccata dalla sigaretta che si rigirava fra le dita.
Al Bronze non c'era nessuno di interessante, anche se avrebbe potuto darla a Frank, il barista, l'unico che le sbavava dietro. Ma l'ultima cosa che desiderava in quei frangenti era appagare un uomo stressato, stanco della vita tediosa e monotona che da anni conduceva. Si appoggiò contro il recinto che circondava il locale e alzò gli occhi al cielo punteggiato di stelle. Si strinse nel cappotto e rabbrividì.
D'un tratto ebbe la sensazione che qualcuno la stesse osservando e si guardò attorno con aria allarmata.
Un tonfo sordo alle sue spalle la fece sussultare e le fece sfuggire un gridolino di sorpresa. Un ragazzo dagli occhi infossati e dalle guance scavate le si avvicinò lentamente, con passo felpato. Annie lo riconobbe all'istante: "Dean, sei tu? Che ci fai qui?"
Dean era il suo ex. La loro relazione, risalente a cinque anni addietro, era stata alquanto burrascosa, caratterizzata da frequenti tira-e-molla. La giovane, però, aveva nutrito un amore sincero nei suoi riguardi e aveva deciso di darci un taglio solo quando si era resa conto che non sarebbero mai approdati a nulla.
Annie gettò il mozzicone sull'asfalto e lo calpestò. Incrociò le braccia sul petto. "Ehi, ma che ti prende? Sei sordo?"
Mosse alcuni passi verso Dean e si fermò di colpo quando notò il suo viso pallido e il ghigno stampato sulle labbra che metteva in mostra i denti aguzzi.
"Oh, cazzo". La donna indietreggiò lentamente e spiccò un salto nel tentativo di darsi alla fuga. Ma il ragazzo fu più rapido: la raggiunse e affondò i canini nel suo collo smagrito. Annie non oppose resistenza e spirò con la consapevolezza di essere stata imprudente: non era saggio aggirarsi per le vie deserte di una città che brulica di vampiri.

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