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Fëdor Dostoevskij - Il sogno di un uomo ridicolo

Da Silvy56
Fëdor Dostoevskij - Il sogno di un uomo ridicolo
So soltanto che sono stato io a causare la loro caduta nel peccato. Come una brutta trichina, come un bacillo di peste che contagia interi stati, così anch'io contagiai quella Terra felice e innocente. Essi impararono a mentire, incominciarono ad amare la menzogna, e a conoscerne la bellezza. Oh, questo forse cominciò innocentemente, per scherzo, per civetteria, per un gioco d'amore, o forse, veramente, da un bacillo, un bacillo di menzogne che si insinuò nei loro cuori dando loro piacere. Dopo di che nacque la sensualità, la sensualità diede origine alla gelosia, e la gelosia alla crudeltà... Oh, non so, non ricordo, ma presto, molto presto fu sparso il primo sangue: essi si stupirono ed ebbero paura, cominciarono così i contrasti e le discordie. Nacquero le coalizioni, ma degli uni contro gli altri. Cominciarono i rimproveri e le critiche. Essi conobbero la vergogna e ne fecero una virtù. Prese vita l'idea dell'onore e ogni coalizione issò la propria bandiera. Si misero poi a tormentare gli animali, e gli animali si allontanarono nei boschi diventando i loro nemici. Cominciò la lotta per la divisione, per la segregazione, per la persona, per il mio e per il tuo. Essi cominciarono a parlare lingue diverse. Conobbero il dolore, che diede loro piacere. Desiderarono soffrire poiché, dicevano, la verità si ottiene solo soffrendo. Allora tra loro comparve la scienza. Quando divennero cattivi cominciarono a parlare di fratellanza e umanità comprendendone i concetti. Quando diventarono criminali, allora istituirono la giustizia e si imposero interi codici per difenderla, e per garantire l'osservanza dei codici inventarono la ghigliottina.

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