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Festa dei nonni (che se ne vanno). E intanto le tasse…

Creato il 02 ottobre 2015 da Propostalavoro @propostalavoro

Matteo_Renzi_BolognaL'Italia non è un paese per giovani, lo sapevamo, ma nemmeno per gli anziani. Oggi, giornata nazionale dei nonni, riflettiamo su un dato preoccupante: i pensionati italiani sono in esodo, vanno cioè a godersi la pensione (pagata da chi in Italia rimane) in posti dove la vita costa di meno ma è più bella.

E intanto si parla di tasse. Tasse, l'eterno mal di stomaco alla pancia degli Italiani. Il politico che sa cavalcare il malumore sulla tassazione, di solito, ha risultati sbalorditivi alle elezioni. Ma esiste forse una formula magica per gestire il tema tasse? Purtroppo no. Senza voler entrare in discorsi troppo tecnico-economici consideriamo un fatto: tassare il consumo di qualcosa equivale a sconsigliarne l'acquisto. Sigarette, carburante, alcolici, tutti tassati. Beni di prima necessità e libri, invece, hanno un IVA più bassa.

Tasse sul lavoro? Cala l'occupazione. Le tasse non ci sono più? L'occupazione sale – vedi il successo dello sgravio triennale della Legge di Stabilità.

Le tasse dovrebbero servire per avvicinare la condizione di ricchi e poveri. L'UE consiglia a questo proposito di tassare la proprietà e di non mettere tasse sul lavoro. La filosofia è: non accumulare il patrimonio, ma cerca di avere un reddito. Il patrimonio non fa girare l'economia, il reddito sì. Assumere lavoratori fa girare l'economia, ed è bene, acquistare una casa più grande no, ed è meno bene. Renzi risponde: decidiamo noi quali tasse ridurre. Tradotto: tassiamo chi vuole acquisire lavoro (cioè creare occupazione), non chi vuole comprare una casa.

Ma è chiaro cosa c'è in gioco? Facciamo una considerazione da "gente di strada", non da economisti. Di chi sono tutti i palazzi del centro che sembrano piccole regge? Imprenditori? Professionisti di successo? No, di nullatenenti. Facciamo un altro esercizio semplice: proviamo a cercare su Google "immobili intestati a nullatenenti". Il risultato è disarmante. A che serve allora mettere tasse sulla proprietà se i furbi hanno già intestato ad amici e parenti che quelle tasse non le possono pagare? Ancora una volta la conclusione è amara. Non è tanto cosa si tassa, ma quali controlli si fanno per far rispettare la tassazione. Sappiamo tutti che le tasse vanno pagate e che è giusto che ognuno contribuisca alla spesa pubblica. Senza tasse non si pagano gli insegnati, non si pagano i poliziotti e non si mantiene in vita uno dei sistemi sanitari pubblici migliori al mondo. Non la pensa così chi evade o elude…soprattutto perché per evadere ed eludere bisogna avere la consulenza di avvocati molto costosi.

Siamo d'accordo, però, meglio non toccare il lavoro, tassiamo qualcos'altro, per cortesia. Ma la politica è un gioco perverso. e su questo, una citazione da Linkiesta:

Ma se si punta a recuperare consensi, i giovani possono aspettare. Il tasso di under 30, da noi, è il più basso d’Europa. E oltre il 34% dei proprietari di case ha più di 50 anni.

Saranno allora forse i nonni ad aiutare i giovani? No, perché quelli scappano…

Simone Caroli


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