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Festival delle Contaminazioni, un flop?

Creato il 20 ottobre 2013 da Paolo Ferruccio Cuniberti @paolocuniberti

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Il 18 e 19 ottobre si è tenuto a Grinzane Cavour il festival “Contaminazioni”, ambizioso progetto del Club Unesco di Alba che doveva dare spazio e visibilità a tutto il sistema culturale che opera nel cuneese e sull’area albese in particolare, territorio denso di tradizione e storia letteraria. Impensabili sarebbero le maggiori opere di Pavese e Fenoglio senza quel paesaggio che fa loro da sfondo e ne è talvolta quasi protagonista.

Purtroppo, va detto che è stata un’occasione mancata proprio per l’aspetto culturale, nonostante le iniziali numerose adesioni di associazioni, autori ed editori. Ma lasceremo agli organizzatori di riflettere meglio sulle ragioni del flop, di cui si spera siano consapevoli e in grado di porvi rimedio per una prossima edizione, se ci sarà. Magari accogliendo suggerimenti, ascoltando i partecipanti, aumentando il coinvolgimento dei veri interessati.

In compenso, nelle due mattinate cui ho assistito, iniziate sempre con ritardo  rispetto alla pur nutrita e rigida tabella di marcia, non è mancata la consueta deprimente passerella di “autorità” varie. Citerò solo l’indimenticabile intervento del senatore Zanoletti (DC, PPI, CDU, CCD, UDC, PDL…), tra altri incarichi (presidente dell’associazione Italia-Cina e perfino Italia-Bangladesh) anche presidente dell’Enoteca Regionale piemontese che ha sede a Grinzane e Cavaliere onorario del Tartufo (non quello di Molière), il quale ha manifestato all’uditorio il suo rammarico per come il patrimonio culturale italiano sia scarsamente riconosciuto e valorizzato. Impegnativa affermazione per chi è al Senato dal 1994 militando nei gruppi politici di cui sopra che qualche responsabilità l’hanno avuta.

Si è parlato anche della candidatura Unesco  per il paesaggio delle colline del vino piemontesi. Pare che il territorio interessato abbia subito un forte ridimensionamento dopo una prima “bocciatura”, passando dai circa 30 mila ettari a poco più di 10 mila. Quasi a rischio è il territorio del Roero: nella revisione obbligata richiesta al progetto, le “zone di eccellenza”, sono scese da nove a sei e nessuna di queste comprende il Roero, perché a quanto pare la zona non rispetta i parametri minimi richiesti. È curioso che possa essere messo in dubbio un territorio che ha proprio a Govone  l’unico sito che è già riconosciuto patrimonio Unesco. Ma non è certamente una colpa della sola delegazione italiana e del progetto in sé. La sensibilità sulla questione a livello locale si sa che è scarsa e forti sono le resistenze (come può un sindaco rinunciare a una parte di sovranità in materia di concessioni edilizie e consumo del territorio?), lo dimostra anche il fatto che nessun amministratore o esponente di associazioni culturali locali fosse presente a questa iniziativa. Un’altra faccia del flop.



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