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Fiere aziendali

Da Mentalista Darus @magodarus

Ti ricordi dell’ultima fiera aziendale in cui hai partecipato? Eri tra gli standisti o tra i visitatori?

Se eri tra i visitatori, dopo esserti registrato, sei entrato nel padiglione a mani vuote, guardandoti in giro e subito vedendo tanti stand ai cui margini erano appostati i responsabili venditehai pensato, passo lì davanti, o lo evito? Cartelli sfavillanti,slogan altisonanti, volantini, cd, dvd, bigliettini, gadget ed ancora gadget, tutto pronto per esserti riversato addosso.

Hai percorso l’intero padiglione per dare un’occhiata generale. Forse due o anche tre. Ti sei fermato a chiedere qualche informazione a qualcuno ed hai preso il bigliettino che ora non ricordi più quale fosse.

Passando hai intravisto dei prodotti interessanti e ti saresti voluto fermare ma poi sei stato distratto dalla musica del bar. Dopo un pò sei tornato indietro ma non hai riconosciuto lo standche ti interessava, si somigliano tutti del resto, anche il personale:ragazze immagine, hostess, persone in giacca e cravatta….boh.

Poi ti sei ricordato che cercavi un servizio specifico e sapevi cheun’azienda li dentro lo forniva. Volevi saperne di più, conoscereil responsabile ma quando ti sei avvicinato non ti ha ispirato molta simpatia così hai perso la voglia di andare a parlarci ed hai rinunciato.

Qualche ora dopo sei uscito dalla fiera con due sacchetti colmi diroba indefinita, colorata, plasticosa ed inutile. Mentre ti rechi alla macchina, incroci un cestino e te ne disfi in blocco, conservando quei due, tre bigliettini che avevi messo in tasca o subito nel portafoglio. Della fiera ti rimane un vago ricordo, di chi vi fosse dentro, neanche quello.

Rappresenti l’azienda che ha uno stand alla fiera ed hai organizzato lo stand e coordinato i vari collaboratori.

Dalla mattina alla sera, sorridi a tutti quelli che passano oppure liignori completamente anche quando. vestiti da alieni verde pisello ballano la macarena sulle mani.

Hai presentato il prodotto decine di volte a singoli interessatiripetendo le stesse cose ad ognuno alternando questi momenti con dei buchi in cui proprio nessuno si è mai fermato allo stand.

Guardi spesso l’orologio, vai e vieni dal bar con il caffè che oramai si sente adottato. Ogni tanto sbirci gli stand dei concorrenti, gufando sul successo di qualche trattativa che intravedi e nel frattempo usi twitter o facebook per distrarti e pensare ad altro.

Ogni tanto ricordi ai collaboratori di di distribuire i volantini e gli opuscoli creati appositamente per la fiera. Ne stanno avanzando troppi e questo non ti piace ma del resto ti rendi conto che le folle al tuo stand non ci sono mai state. Intanto la fiera volge al termine.

Il bilancio finale è che poteva andare meglio. Per tutti.

Cosa si potrebbe fare per:

rendere uno stand interessante?

- far fermare la gente a guardare ed intrattenerla allo stand?

- trasmettere a chi osserva un’esperienza diversa da quella comune a tutti gli altri stand?

Io fornisco, come prestigiatore che lavora nelle fiere,  la mia soluzione attraverso quello che faccio.

L’intento è quello di creare interesse allo stand, far fermare molte persone. Dare modo ai commerciali di poter presentare il prodotto ad un numero elevato di persone. E’ utile poi che gli spettatori siano attratti dalla presentazione del prodotto che magari può essere magica ed ancor più sarebbe utile che ilfamoso biglietto da visita  fosse messo nel portafoglio e non nel sacchetto insieme alle decine di altri. E questo può accadere solo se quel biglietto diventa speciale. Magari legato ad un ricordo magico.


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