Film, “ATM -Trappola Mortale”: recensione

Creato il 22 settembre 2013 da Molipier @pier78
Walter Fanuli vedi altri articoli 22 settembre 2013 12:30

Vi proponiamo la recensione di ATM -Trappola Mortale, thriller del 2012 girato tra Stati Uniti e Canada capace di tenere incollati gli spettatori davanti allo schermo.

La trama

Dopo la festa natalizia aziendale, la prima uscita romantica di Emily e David è destinata a trasformarsi in un incubo quando accompagnano il loro collega Corey a prelevare dei soldi in uno sportello automatico del bancomat.

Un misterioso uomo incappucciato appare alla porta e li costringe a rimanere all’interno.

Con il gelo della notte che avanza e nessuna possibilità di chiamare aiuto, i tre amici sono costretti a subire lo spietato gioco dell’uomo.

La recensione

Protagonista indiscusso di questo lungometraggio è senza ombra di dubbio lo sportello del bancomat. Costruito da zero per l’occasione, il 90% del film si svolge al suo interno rendendo l’atmosfera claustrofobica al punto giusto. Ed il fatto che la pellicola si apra con la sequenza di un uomo intento a studiare ogni angolo e telecamera del suddetto bancomat, lascia presagire che ci sarà da divertirsi. Un po’ più per noi ma meno per i protagonisti, tre volti non eccessivamente conosciuti che si ritrovano loro malgrado coinvolti nel sadico gioco di morte dell’uomo incappucciato.

Per coloro che hanno avuto modo di vedere l’ottimo Urban Legend (1998), noteranno il costume dell’assassino pressoché identico (sarà lo stesso killer?). Nonostante l’inizio della vicenda funga esclusivamente da pretesto per farci affezionare ai ragazzi, la brevità della pellicola (poco più di 80 minuti) e la rapidità con cui il tutto si consuma non lasciano il tempo materiale affinché questo accada, ma anzi potrebbe capitare di tifare per l’assassino e di sperare nello sterminio dei tre. Le prove attoriali, tutto sommato sono da considerarsi discrete per un film sicuramente non di serie A ma comunque capace di tenere in tensione anche lo spettatore più distratto.

La presenza dell’assassino all’esterno della ‘prigione di vetro’ riesce nell’intento di dimostrarsi una minaccia tangibile che incute il giusto timore e di apparire, come spesso accade in questo genere di film, quasi invincibile. L’ambientazione notturna ed il parcheggio isolato giocano, ovviamente, un ruolo fondamentale per la buona riuscita del film che, tutto sommato, merita la sufficienza o forse qualcosa in più.

Terrorizzante non direi, non si grida al miracolo in fatto di sceneggiatura ma alla fine della fiera intrattiene. E in fin dei conti, è ciò che deve fare un film, dico bene?

Nazione: U.S.A., Canada
Anno: 2012
Genere: Thriller
Durata: 87 minuti
Regia: David Brooks
Cast: Alice Eve, Josh Peck, Brian Geraghty


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