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Film&Food. RUGELACH, il dolce ebraico di ‘Nymphomaniac vol. 1′

Creato il 14 marzo 2014 da Luigilocatelli

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da 'Nymphomaniac vol. 1' (Joe/Charlotte Gainsbourg il Rugelach l'ha appena mangiato)

da ‘Nymphomaniac vol. 1′ (qui Joe/Charlotte Gainsbourg il Rugelach l’ha appena mangiato)

No, tranquilli, questo blog non si trasformerà in uno dei troppi dedicati alla cucina, neanche in uno su cucina e cinema (anche qui ce n’è un fottìo e non se ne sente il bisogno, e poi non son mica un aspirante masterchef io). Solo che quando ho visto il tanto atteso e già controverso Nymphomaniac vol. 1 di Lars Von Trier, prima in versione uncut (alla Berlinale) e poi in versione cut (a Milano in anteprima stampa), son rimasto incuriosito da un dolcetto offerto dal buon samaritano Seligman (Stellan Skarsgård) alla pestoccata Joe (Charlotte Gainsbourg) da lui raccolta sanguinante in un lurido vicolo, che è poi la nymphomaniac del titolo. Dolce assai simile alla vista a un classico croissant, ma differente nella sostanza, e che nel film ha una sua densità simbolica non così secondaria, anzi. Perché si tratta di un dolce ebraico e si inserisce in, è uno degli elementi di, quella sottotrama o narrativa a sfondo ebraico che Von Trier ha immesso nella sua già complessa e stratificata opera. È ebreo Seligman, il quale, in un passaggio già destinato a far discutere, dice (cito a memoria) che “essere antisionisti non significa essere antisemiti”. Vediamo l’immagine di una menorah, un candelabro a sette braccia, nel negozio in cui il buon Seligman fa la spesa e presumibilmente acquista il Rugelach, il dolce da forno della tradizione ebraica ashkenazita che poi darà alla ragazza accompagnandolo con una piccola forchetta. Anche questo un dettaglio rilevante, poiché servirà a introdurre un discorso di Joe sull’effeminatezza (“solo gli effeminati mangiano i dolci con la forchetta apposita”), e su uno dei suoi molti passati amanti. Naturalmente questa narrazione ebraica di Nymphomaniac va messa in relazione con le polemiche che accompagnarono Lars Von Trier allorché a Cannes 2011 pronunciò in conferenza stampa le ormai famose frasi antisemite, parole che l’avrebbero poi fatto dichiarare dalla direzione del festival ‘persona non grata’. Come vedete, ci sono parecchi buoni motivi per interessarsi al Rugelach. Il quale viene dalla cultura yiddish del centro e est Europa ed è stato poi rilanciato in America dai molti ebrei emigrati da quelle aree.
Il Rugelach, anche se si presenta come una brioche, è in realtà una striscia di pasta arrotolata intorno a una farcitura che richiama un po’ lo strudel (e siamo appunto in area centroeuropea). Uno degli ingredienti di base è la panna acida, sostituita però nella versione americana spesso dal formaggio cremoso.
A questo link la ricetta del Rugelach secondo il sito Fior di Frolla (http://www.fiordifrolla.it).


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