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FireFly: la Danza Visionaria di Anthony Heinl

Creato il 01 marzo 2013 da Dietrolequinte @DlqMagazine

Giuseppe Floriano Bonanno FireFly: la Danza Visionaria di Anthony Heinl

Visionario, pervaso da fantasioso atletismo. Credo siano queste le parole giuste per descrivere lo spettacolo di grande richiamo ed impatto andato in scena, in una fredda sera invernale, al Teatro EuropAuditorium di Bologna. Prodotto dalla compagnia eVolution dance theater, FireFly ci porta per mano nel mondo della danza contemporanea, riuscendo ad affascinare anche coloro che sono meno abituati ad assistere a tale forma di intrattenimento. La grande forza della compagnia sta sicuramente nella conoscenza di un vocabolario artistico estremamente ampio e variegato che non si limita solo alla mera danza, ma che si estende ad altre forme d’espressione come la video art, l’illusionismo e l’utilizzo sorprendente di luci ed effetti dal vivo. Anthony Heinl, il coreografo statunitense che ha dato vita a questo progetto, in virtù della sua ampia educazione e formazione in chimica e scienze tecnologiche, mira a sperimentare nuovi materiali e a combinare tra loro gli elementi che, in scena, producono un “effetto hollywoodiano”. Una magia che molto deve ad una nuova idea, più attuale e “televisiva”, di Black Light Theatre. Poi, bisogna sottolineare che grande attenzione viene dedicata alla cura del movimento, tanto da poter affermare che lo spettacolo si muove su due piani distinti, ma strettamente connessi: quello di sorprendere con l’utilizzo originale dei materiali sul palco e quello di affascinare con le evoluzioni dei danzatori, tutti di comprovate capacità fisiche e dinamiche. L’intento, chiaro e perfettamente riuscito, è quello di tenere costantemente alta l’attenzione dello spettatore, chiamato ad un’attenta partecipazione che impegna il suo intero apparato sensoriale.

FireFly: la Danza Visionaria di Anthony Heinl

Si alternano pertanto sul palcoscenico, in due atti, una serie di scene, brevi ed efficaci, che, scandite da una colonna sonora, sempre incalzante e a tema, sospesa tra suoni trip hop ed electropop, colpiscono gli astanti per la varietà, spesso ardita, sempre originale, di soluzioni proposte. È essenzialmente un inno al corpo, ora rivelato, ora nascosto, mostrato ora a due, ora a tre dimensioni, in cui sono luce e buio, gli elementi grazie ai quali esso si appiattisce o esplode in tutta la sua carnalità. Le forme consuete ed innate subiscono una reinterpretazione che dà il la a nuove immagini, ora umane ora zoomorfe, in cui il buio che contorna corpi dai colori fluorescenti e l’abolizione della legge di gravità e della tridimensionalità contribuiscono a creare un’atmosfera onirica che muta il concetto stesso di realtà e verità. In conclusione uno spettacolo originale, affascinante, innovativo e multidimensionale, dove gesti atletici, armonia della danza ed effetti di luce si alternano, sapientemente sottolineati da una colonna sonora d’impatto, regalando a teatro, quindi dal vivo, quegli effetti “speciali” che siamo soliti vedere in tv o al cinema. Il pubblico ha sottolineato la performance dell’ensemble con applausi prolungati e calorosi, quasi a voler gratificare compiutamente un evento unico, diverso, eppure così coinvolgente.

Gli scatti inseriti nell’articolo sono stati gentilmente concessi dal Teatro EuropAuditorium di Bologna

FireFly: la Danza Visionaria di Anthony Heinl


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