A fronte della (non prendetela come un’accusa) schematica e (idem) infantile contrapposizione fra i personaggi, e ciò non riguarda solo il gruppo di buoni versus il ladro ma anche il pesce contro il gatto che porta quasi obbligatoriamente ad una prevedibile solidarietà reciproca per sconfiggere il nemico, il regista impianta un corpo di discussione come la televisione che gli permette A: di dare sfogo alla propria creatività utilizzando un telecomando come chiave per illustrare infiniti mondi, tutti bidimensionali, d’altronde la tv non brilla per consistenza, e B: di suggerire dopo i vari inseguimenti, ribaltamenti, sconvolgimenti (si esagera un po’, dài) che l’unica e ultima soluzione è quella di prendere il televisore, di accartocciarlo (a Flatworld si può), gettarlo giù dalla finestra e partire per una bella vacanza.
A fronte della (non prendetela come un’accusa) schematica e (idem) infantile contrapposizione fra i personaggi, e ciò non riguarda solo il gruppo di buoni versus il ladro ma anche il pesce contro il gatto che porta quasi obbligatoriamente ad una prevedibile solidarietà reciproca per sconfiggere il nemico, il regista impianta un corpo di discussione come la televisione che gli permette A: di dare sfogo alla propria creatività utilizzando un telecomando come chiave per illustrare infiniti mondi, tutti bidimensionali, d’altronde la tv non brilla per consistenza, e B: di suggerire dopo i vari inseguimenti, ribaltamenti, sconvolgimenti (si esagera un po’, dài) che l’unica e ultima soluzione è quella di prendere il televisore, di accartocciarlo (a Flatworld si può), gettarlo giù dalla finestra e partire per una bella vacanza.