In pratica dal luglio dell'anno scorso, con una delibera ad hoc, Agcom si e' assunta il compito di verificare come viene utilizzato e da chi il 40% della capacita' tramissiva della quinta frequenza di Rai e della quinta frequenza di Mediaset, che la Ue aveva chiesto fosse messo a disposizione di operatori terzi per garantire l'apertura del mercato. Era questa una condizione posta da Bruxelles nel 2009 per sospendere la procedura d'infrazione.Tuttavia secondo Rai e Mediaset non c'e' mai stato interesse da parte di altri soggetti a questa porzione di frequenze del quinto mux di ciascuna. L'indagine dell'Agcom, deliberata dal Consiglio il 18 luglio di un anno fa, dovrebbe essere arrivata alle battute finali. L'obiettivo del procedimento era quello di «acquisire informazioni sulle attuali modalita' di utilizzo e le condizioni di cessione della capacita' trasmissiva destinata a trasportare contenuti e servizi audiovisivi, sulle principali piattaforme trasmissive (Digitale Terrestre, Satellite, Reti di telecomunicazioni fisse), per l'eventuale introduzione di obblighi di cessione della capacita' trasmissiva sulle reti televisive digitali terrestri».
Il procedimento di analisi era stato deliberato proprio in considerazione che l'accordo tra la Commissione europea e il Governo italiano raggiunto nel 2009 per la sospensione della procedura di infrazione prevedeva, tra l'altro, l'obbligo di cessione del 40% della capacita' trasmissiva a condizioni orientate al costo sul quinto multiplex dei due operatori incumbent. Nella lettera del 31 ottobre 2012 la Commissione europea aveva anche chiarito che ai fini del rispetto di tale accordo, le procedure per la nuova gara dovessero contenere la previsione di un obbligo di cessione del 40% della capacita' trasmissiva del quinto multiplex aggiudicato a favore di operatori indipendenti dagli incumbent «salvo il caso in cui le osservazioni che saranno espresse nell'ambito della consultazione pubblica suggeriscano chiaramente che quest'ultimo elemento non e' necessario al fine di garantire gli obiettivi dell'accordo del 2009».