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Forse non tutti sanno che...

Da Bina1970
... nel corso del mese di aprile ho partecipato con la mia faccia di tolla ad una sfida emozionale indetta dalle ragazze di The Color Sisters.
Il tema, proposto da Sonia, mi ha portato alla realizzazione di una shaker card tutta incentrata sugli anni '80; lo stesso è stato per il post che l'ha presentata
Come è come non è, ho pure vinto!
In uno dei prossimi post vi racconterò del premio nei dettagli perché merita un approndimento.
Sappiate solo che Chiara, Sonia e Bolilla mi stanno portando lungo la via della perdizione e io fino a un anno fa non sapevo nemmeno cosa fosse una shaker card.
Colpa loro!
Che poi io continui a chiamare i puncher fabuchi (a farfalla, a fiore, a coniglietto) è tutto un altro discorso.
Ma come sempre sto uscendo dal tema centrale.
La vittoria in questione comporta anche l'essere il Guest Designer (il che è un grande onore, ma anche una grande responsabilità: è la prima volta che mi succede e quindi mi auguro che siate buone) e, non appena ricevuto in anteprima l'argomento e il colore predominante e nella fattispecie "I Ponti di Madison County" e "Feverish Pink SW 6859", mi sono messa all'opera.
Ecco, solo Sonia poteva farmi realizzare un progetto avente come tema un film che non ho mai visto.
Mi sono un po' documentata facendo delle ricerche in rete.
Bon, questo argomento cade proprio in un momento di importanti decisioni; non tanto quella "di dover lasciare la propria famiglia e una vita scontata e monotona per rifarsi una vita finalmente appagante con l'uomo che, per la prima volta, aveva saputo esaltarne interiorità e sensualità" (preso dalla wikipedia) perché grazie al cielo a casa tutti bene, grazie, ma comunque in questi giorni ho dovuto fare delle scelte.
Lavorativamente parlando.
E' opportuno rischiare il tutto e per tutto e lasciare un posto che detesto, ma sicuro e con una entrata fissa come il bostik, per inseguire dei sogni?
Qui entra in ballo la similitudine con il tema del romanzo (che non ho letto, e quindi mi auguro che la trasposizione cinematografica sia stata abbastanza fedele).
Io ho scelto la via più semplice: quella che garantiva delle certezze alla mia famiglia.
Probabilmente sto sbagliando tutto. 
Forse le mie convinzioni non sono così forti.
O ancora è il coraggio a mancarmi.
Forse, sotto sotto, sono una persona responsabile? (*)
Credo un insieme di questi fattori.
Certo è che sto un po' mettendo da parte un pezzo di me stessa e questo non mi fa stare molto bene.
Non a caso ho scelto questa citazione di Meryl Streep (la protagonista del film):
The minute you start caring about what other people think 
is the minute you stop being yourself

Forse non tutti sanno che...

La Box Card aperta.


Forse non tutti sanno che...

Ma basta chiuderla su sé stessa...


Forse non tutti sanno che...

... fino ad appiattirla


Forse non tutti sanno che...

per infilarla in una busta con un po' di spessore (realizzata grazie alla Envelope Punch Board), in modo tale da non schiacciare le decorazioni


°§°E' anche vero che non posso definire come "other people" la mia famiglia (che se lo sa mio marito mi nasconde le Barbie).
Così come è vero che io non sono Meryl Streep...
Ed inoltre (ma ve lo dico sottovoce e che resti tra noi) io riesco sempre e comunque a lamentarmi di qualsiasi cosa.
Probabilmente sto attribuendo al lavoro le colpe di un mio malessere interiore che non è detto che si risolva lasciandolo.
Appena scopro quello che mi sta succedendo ve lo faccio sapere.
E voi che mi dite.
Avete dovuto farle delle scelte?
Come le avete affrontate e come le state gestendo?
°°°
(La realizzazione della mia prima box card è avvenuta grazie a Sandra e ai suoi tutorial. Ovviamente io sto anni luce dalle sue spettacolari creazioni, ma mi piace pensare che un giorno potrei anche arrivare anche ai suoi livelli. Per lo meno me lo prefiggo come obiettivo raggiungibile sul lungo periodo).
(*) No. 
Forse non tutti sanno che...

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