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Fær Øer, 6° giornata: un B36 zemaniano ora è solo in cima

Creato il 24 aprile 2014 da Pablitosway1983 @TuttoCalcioEste

Sono tanti i motivi per cui questa sesta giornata di Effodeildin merita di essere ricordata. Uno su tutti: di questo passo, non è escluso che tra qualche tempo vedremo Zdeněk Zeman fumare su una panchina di Tórshavn, magari avvolto da una sciarpa bianconera (non quella della Juventus, ovviamente) intento a firmare autografi. Eh già, perché il B36 sta assumendo sempre di più una strategia di gioco che almeno nei risultati sembra ricordare quelli folli tanto amati dall’allenatore ceco. Le analogie, poi, non mancano di certo…

Tra le tante analogie, il fatto che i bianconeri non sono esattamente tra le più titolate dell’arcipelago, così come gran parte delle squadre allenate dal tecnico amato/odiato. Certo, è tra le più importanti squadre faroesi, ma nel confronto con i rivali cittadini non c’è storia. Eppure, questo è l’anno buono per togliersi parecchie soddisfazioni. Anzi, per il gioco spumeggiante espresso dai bianconeri della capitale, un gioco talvolta spregiudicato e sfrontato che degli avversari non ha il benché minimo timore, si potrebbe parlare anche di Hentzelandia, con chiaro riferimento alla Zemanlandia a noi nota. In effetti, a Fuglafjørður va in scena un primo tempo surreale: gli ospiti sembravano quasi dei marziani atterrati sulla Terra con l’intento di invaderla il prima possibile. Non è un’esagerazione: una furia incredibile, sicuramente sollecitata dalla concreta possibilità di continuare a provarsi l’alloro dei vincitori, che produce in appena undici minuti la doppietta di Róaldur Jakobsen: niente male per un centrocampista di tanto in tanto chiamato a proteggere la difesa. Ma il delirio dei padroni di casa è un inno alla follia, una serie di sbandamenti pericolosi da far uscire gli occhi fuori dalle orbite agli sventurati 500 tifosi dell’í Fløtugerði riscaldato da un timidissimo sole. Un primo tempo che sicuramente non dimenticheranno né i padroni di casa, letteralmente tramortiti e ridotti a cenere dalla furia agonistica degli avversari, né gli ospiti, che hanno giocato uno dei migliori primi tempi della loro storia recente. Il 3-0 di capitan Jákup á Borg, sempre preciso nel marcare il cartellino con una rete, è l’inevitabile coronamento di tre quarti d’ora da leoni. Tuttavia, come sempre accade, per le squadre non abituate a cavalcare sempre le scene, l’altra faccia della medaglia è una superficialità mista a sciatteria nel gestire poi un così ricco patrimonio: l’atteggiamento del B36 al ritorno in campo è remissivo, anche se il gol al 53° di  Rasmus Dan Sørensen potrebbe far pensare il contrario. Il 4-0, davvero incredibile, finisce di spegnere gli uomini di Hentze, che ormai iniziano a far passare il tempo con passaggi da scuola calcio. La squadra di casa, però, ritrova proprio in questo momento l’orgoglio smarrito e, come irretita da un’improvvisa vampata di ira, nel giro di pochi minuti si scatena e mette una grandissima paura al B36: tra il 61° e il 65°, con Bartal Eliasen e Kristoffur Jakobsen i biancorossi si riportano sul 2-4. Con circa mezz’ora ancora davanti, la rimonta impossibile diventa possibile. La partita si apre, gli ospiti rischiano davvero di rimanere beffati, sfiorano quasi il tracollo quando, nel momento di massima sofferenza, arriva il folle intervento in scivolato di Bogi Petersen a regalargli la superiorità numerica all’84°. La situazione ritorna quindi sotto controllo, e al 93° il gol di Adeshina Lawal è totalmente estemporaneo. Decidete voi se sullo 0-4 rischiare la rimonta non è zemaniano. Anzi, hentzeliano…

 

Il sogno di essere primi sugli “odiati” cugini si realizza, anche perché nel frattempo l’HB inciampa nella sua maledizione. Il Víkingur Gøta, con il suo classico atteggiamento sornione, dà l’impressione di non avere il minimo interesse verso la partita del Gundadalur, e gioca come se avesse altro a cui pensare: i rossoneri di Askham, accecati dal desiderio di vendicare la Supercoppa perduta, impongono il loro gioco e a cavallo tra i due tempi si regalano il 2-0 con Kristin Mouritsen e René Joensen. Clementsen, tecnico degli ospiti ma grande ex della partita, predica calma ai suoi, come se avesse già previsto il calo dei padroni di casa. Infatti, il menefreghismo degli ospiti induce l’HB a calare i toni, in vista dei quarti di coppa del weekend, ma così facenda casca nel trappolone: al 71° e al 77° Finnur Justinussen firma una doppietta che spedisce all’inferno l’HB, che si vede riagguantato in classifica dal mai domo KÍ Klaksvík, che di fronte al pubblico amico del við Djúpumýrar vince per 1-0 la partita a scacchi contro uno Skála in graduale ripresa.

 

Torna a fare punti l’NSÍ Runavík, che impatta per 0-0 in una partita scialba ed anonima contro l’EB/Streymur. Una partita così noiosa davvero è cosa rara per l’Effodeildin. Chiusura per l’AB Argir, intorno al quale c’è una grande curiosità dopo il cambio forzato in panchina che ha portato Joensen al posto di Jacobsen. Il tempo avuto a disposizione è stato poco, d’accordo, ma la sconfitta per 3-2 sul campo del B68 Toftir in chiave salvezza è negativa. Vero è che il risultato è maturato tutto negli ultimi minuti, in una sorta di flipper impazzito, dopo un primo tempo così e così, ma il primo match point per la permanenza in massima serie è andato perso. Ci si aspettava un esordio migliore, dato che il 4-1 di Klaksvík non può essere considerato un vero e proprio esordio a causa dello scarsissimo tempo per preparare la partita. Ma domenica ci sono i quarti di coppa, e per l’AB Argir c’è l’HB, l’ex squadra del neotecnico Joensen. Più stimolante di così…

 

Effodeildin

6ª giornata

HB Tórshavn – Víkingur Gøta 2-2

ÍF Fuglafjørður – B36 Tórshavn 2-5

EB/Streymur – NSÍ Runavík 0-0

B68 Toftir – AB Argir 3-2

KÍ Klaksvík – Skála 1-0
7ª giornata (2 maggio)

B68 Toftir – Skála

B36 Tórshavn – EB/Streymur

NSÍ Runavík – KÍ Klaksvík

AB Argir – HB Tórshavn

Víkingur Gøta – ÍF Fuglafjørður

 

B36 Tórshavn 14 punti;

HB Tórshavn, KÍ Klaksvík 12 punti;

NSÍ Runavík 10 punti;

EB/Streymur, ÍF Fuglafjørður 9 punti;

Víkingur Gøta 6 punti;

AB Argir, B68 Toftir 4 punti;

Skála 2 punti.

 

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