Free the Arctic 30: 30 artisti per Greenpeace e l'Artico

Creato il 26 novembre 2013 da Artisignexplosion @ArtisignExp

Dopo il mondo della musica – da Madonna a Paul McCartney e dai Subsonica a Fiorella Mannoia in Italia – anche gli artisti si stanno mobilitando per esprimere solidarietà agli Arctic 30 detenuti in Russia da oltre 60 giorni. Tutto ha avuto inizio il 18 settembre con un’azione dimostrativa e pacifica alla piattaforma di estrazione petrolifera Prirazlomnaya, nella Russia Artica, che ha provocato l’arrestato di 28 attivisti e 2 operatori video con l’accusa di pirateria. Un’accusa del tutto pretestuosa, visto che la definizione legale di pirateria prevede che ci sia una aggressione violenta. Il 21 novembre 10 membri dell’equipaggio, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, hanno lasciato il carcere su cauzione ma al momento non possono lasciare la Russia.

L’unica colpa di questi ragazzi è quindi quella di aver dato ascolto alla voce della propria coscienza, perché in caso di incidente petrolifero si rischierebbe un disastro ambientale senza precedenti, dato che le tecnologie esistenti non funzionano a temperature così basse. Per dare supporto a Greenpeace, 30 artisti, tra illustratori, designer e vignettisti, hanno ideato altrettante opere ispirate a ciò che sta accadendo agli Arctic 30 e al destino di questa regione remota del Pianeta. Pat Carra, Mojmir Ježek, Alessandro Gottardo, Nazario Graziano, Jenus e Dario Campagna, solo per citarne alcuni, hanno realizzato queste immagini per unirsi, ognuno con il proprio stile, a una battaglia ambientale che è anche una battaglia per la libertà d’espressione.

L’arte è un potente strumento di protesta pacifica. Ognuno di voi può condividere le opere che preferisce e fare qualcosa nel suo piccolo: firmare l’appello per chiedere la scarcerazione degli Arctic 30 e lo stop alle trivellazioni nell’Artico andando sul sito di Greenpece e cliccando a questo link. Basta solo un minuto per fare del bene. Perché il benessere dell’ambiente non riguarda solo gli altri e l’Artico non è poi così lontano. Il mondo va salvaguardato e non sfruttato, per il nostro bene, per il bene dei nostri figli, dei nostri nipoti e delle generazioni che verranno… Perché quando si versa la lacrima di coccodrillo oramai non vi è più nulla da fare, ed è proprio questo che si deve assolutamente evitare.

www.greenpeace.it/A30xA30


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