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Freud: estratti da testimonianze senza riscontro

Da Harpo71 @harpo71

Parla un paziente di Freud
Ricordo la prima seduta col Professor Freud.
Avevo appuntamento nel suo studio al 19 Berggasse alle 15, ma arrivai un po' prima, giusto il tempo di vedere un tizio vestito da Batman con una gallina al guinzaglio uscire di corsa dall'edificio e salire su un tram.
Ad aprirmi la porta venne Yofi (anche se allora non sapevo che quella graziosa cameriera si chiamasse Yofi e fosse il suo cane), che mi fece accomodare nella sala d'aspetto dove, alla faccia della privacy, Freud teneva incorniciate e appese alle pareti le fotografie di tutti i suoi pazienti con tanto di targhetta con patologie e dati personali.
Incorniciati e conservati come tesori c'erano anche degli attestati che esaminai bene.
Conferito al Professore Sigismund Schlomo Freud detto Sigmund Freud:
Attestato di conduttore carrellista, transpallet e muletti elettrici.
Attestato di addetto antincedio.
Attestato di primo soccorso.
Attestato di fratellone dell'anno.
Benchè mi fossi preparato per settimane a quell' incontro, quando la porta dello studio si aprì e vidi il Dottor Freud, fui preso alla sprovvista, restai sorpreso e impressionato.
Chissà perchè mi aspettavo che fosse alto solamente una ventina di centimetri?
Freud mi guardò e non aprì bocca.
Guardai in giro per la stanza.
Sugli scaffali vidi oggetti stupendi d'inestimabile valore.
L'Action figure di Mazinger Z alta 30 cm di metallo con armatura removibile e meccanismi e ingranaggi ricreati alla perfezione, con tanto di suoni, rumori e effetti luce.
Le collezioni complete di Satanik, Kriminal, Alan Ford, Dylan Dog e Tiramolla.
Le serie televisive masterizzate in dvd, con tanto di fotocopia delle cover rigorosamente in bianco e nero di: Derrick, Kommissar Rex, Alarm fur Cobra 11 Die Autobahnpolizei, Sturm der Liebe, Die Schwarzwaldklinik, Kottan ermittelt, Tatort, Vier Frauen und ein Todesfall, Don Matteo, Il Maresciallo Rocca, L'Ispettore Coliandro e Padre Pio con Sergio Castellitto.
Con un pò di tristezza nella voce il Dottor Freud mi disse:
"Siete l'unica persona entrata in questa stanza che si sia messa a guardare le cose che ci sono prima di guardare me, siete un vero Nerd!"
Pronto a cominciare l'ora di 45 minuti, mi sedetti sull'antiquato sofà di crine.
Dopo pochi istanti il Dottor Freud, forse per accelerare il corso dell'analisi o per ridare la giusta direzione al flusso delle associazioni, prese un estintore da 100 kg e me lo scaricò in faccia.
Non dissi niente. Che cosa si aspettava che dicessi?
Mi alzai lasciandolo nel suo studio mentre alternava vorticose pirouettes e manège, degne del miglior Roberto Bolle in "Giselle".
Comunque era un vecchio che incuteva un gran timore.

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