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Frida Kahlo: quando la vita diventa pittura

Creato il 19 gennaio 2014 da Gowoman
Frida Kahlo: quando la vita diventa pittura 19 gen 2014  Frida Kahlo: quando la vita diventa pittura Posted by Tiziana Bilotta
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Sapete cosa mi sono regalata per il mio compleanno?  Dieci libri.  Tutti ordinati online, su Amazon.it.
Facile ed estremamente veloce.
E’ che da tempo volevo un libro difficile da reperire nelle librerie, così ho dovuto cercare in rete e, ovviamente, ho trovato quello che cercavo e anche altro.

Presa dall’entusiasmo, ho messo nel “carrello” tutti i titoli che più mi incuriosivano ( tra cui “Domani” di Conrad, “Visto di transito” di Boll, “Al di qua del paradiso” di Fitzgerald), un click ed era fatta, erano già miei. Immaginate l’entusiasmo all’arrivo del pacco regalo. Probabilmente pari a quello di quando molte di noi acquistano un paio di scarpe o un paio di jeans nuovi.
Siamo donne, dopotutto.

Il libro che mi ha portato poi ad acquistarne altri nove è “Frida Kahlo” di Rauda Jamis.
Voi non lo sapete, ma io sono letteralmente pazza di questa donna, Frida appunto, e volevo disperatamente una sua biografia, un libro che mi parlasse di lei.
Frida Kahlo, pittrice messicana, definita surrealista dai suoi contemporanei (anche se lei si sentirà sempre estranea a questo movimento e non ne accetterà mai l’etichetta), moglie del famoso pittore comunista Diego Rivera, donna dai lunghi capelli neri, dalle sopracciglia folte, dall’anima ribelle e libera, donna passionale e viva.

Frida nasce a Città del Messico, agli inizi del Novecento. E’ una ragazza bella, solare, intelligente soprattutto, affetta da poliomelite. Nonostante il suo handicap è estremamente carismatica, è circondata da amici che le vogliono bene e da grande ha deciso, diventerà un medico.

Terminato il liceo allora, riesce ad entrare alla Scuola Preparatoria Nazionale. Qui legge senza sosta, stringe amicizie che diverranno durature, sogna del suo futuro col cuore gonfio di speranza e gli occhi pieni di promesse, e conosce il suo primo amore, Alejandro Gomez Arias. Tutto sembra radioso, per Frida.

La vita, però, gioca a carte coi nostri destini e trova modi sempre diversi per strapparti ai progetti che hai disegnato per te stessa.

Proprio mentre è con Alejandro, l’autobus su cui viaggiano  viene coinvolto in un incidente stradale, di cui Frida è la sfortunata vittima, venendo trafitta da parte a parte dal corrimano. Inizia il calvario: interi mesi trascorsi a letto, in busti di gesso che premono come armature bollenti sulla pelle e sulle ossa, Alejandro che parte per l’Europa, la paura di non tornare più ad essere quella di una volta. E’ proprio in questi mesi che Frida inizia a dipingere. Accade piano, accade per caso, accade che nemmeno se ne rende conto. Inizia a dipingere di se stessa, autoritratti soprattutto, ma anche dei suoi sogni, dei suoi giorni.
Trascorrono i mesi e Frida torna alla vita, torna a camminare, torna a studiare, con la consapevolezza, questa volta, di volere dipingere. È quello che sente di voler fare, quello che sente di dove fare, quello che le riesce di fare. Aveva già avuto modo di incontrare Diego Rivera, un gigante irascibile, donnaiolo ma artista fino in fondo all’anima, pittore amato dai comunisti, mentre realizzava un murales per la Scuola Preparatoria, così decide di andarlo a cercare per mostrargli i suoi dipinti. Diego se ne innamora. Si innamora perdutamente della sua arte e ancora più perdutamente di lei.

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Il libro di Rauda Jamis è uno stupendo collage che ripercorre la storia di Frida Kahlo, passo per passo, dalla sua nascita alla sua morte, con citazioni della stessa Frida, estratti di sue lettere, accenni alla situazione sociale e politica in cui Frida e Diego vissero, testimonianze di amici cari.
Ad ogni pagina ci si sente più vicini a questa donna, ai suoi dolori e ai suoi amori, ai suoi tormenti e alle sue passioni.

Un romanzo che è la storia di una vita, la storia di una, due tragedie: l’incidente in autobus e l’amore, un unico grande incomprensibile difficile  amore, Diego. Entrambe gli cambieranno la vita, per sempre, e niente sarà più come prima.

La sua storia è una  storia come poche, di forza d’animo e di forza fisica, è la storia di una donna spezzata ma piena di voglia di vivere. Guardate i suoi dipinti: capirete Frida all’istante. E l’amerete o l’odierete. Di certo, però, vi scuoterà dentro. E questo è quello che l’arte deve fare.
Io, proprio come disse suo marito, Diego:

“Vi raccomando lei, non in qualità di marito, ma in quanto ammiratore entusiasta della sua opera, aspra e tenera, dura come l’acciaio e delicata e sottile come l’ala di una farfalla, adorabile come un bel sorriso e profonda e crudele come l’amarezza della vita”.


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