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Fukushima e la paura dell'atomo

Creato il 12 marzo 2011 da Bourbaki @bourbakis
'I looked at the television screen and I thought the same thing I did all those years ago. Man has usurped the role of God, he is playing with fire, and he can only reap horror.'
Ok, fatti e dati non vanno mischiati con le emozioni. Però leggendo le notizie sulla centrale di Fukushima non si può non pensare a Chernobyl, anche se i tecnici dicono che l'incidente più simile a quello della centrale giapponese della TEPCO si verificò nel 1979 nella centrale statunitense di Three Miles Island
Fukushima suscita ancora di più un sentimento di vicinanza tra giapponesi ed ucraini, uniti dal senso di una tragedia nucleare, come si racconta in questo articolo.
'I have been to Nagasaki and Hiroshima, I have been to the (uninhabitable) zone around Chernobyl, and, as I see it, the Japanese and the Ukrainians are brothers
A parlare è Igor Konstin. Era un fotoreporter ai tempi di Chernobyl, documentò con le sue foto le operazioni di soccorso improvvisate con gli operatori che a mani nude, senza nessuna protezione, rimuovevano il materiale radioattivo fuoriuscito. Attorno a Chernobyl è ruotato in seguito il suo lavoro di fotografo, con gli scatti alle città fantasma attorno alla centrale  e con le fotografie che nel corso degli anni ha fatto ai sopravvissuti, documentanto gli effetti delle radiazioni sulla popolazione.
Eppure nonostante Chernobyl, l'Ucraina è uno dei paesi entusiasticamente più favorevoli al nucleare con il 53% della sua energia prodotta dall'atomo. Channel 5, il canale televisivo indipendente, ha coperto ampiamente la notizia della catastrofe giapponese dedicando quasi un terzo della sua copertura alle immagini dei danni causati dal terremoto di magnitudo 8,9 e dallo tsunami. Nei suoi servizi, però, si è parlato pochissimo della centrale di Fukushima: 
a wise move, Chernobyl survivors said. 
E gli ucraini, intervistati, sembrano considerare un incidente nucleare in Giappone non un pericolo assoluto:
The thing that Chernobyl taught us, is that even after a radioactive explosion, the world does not end, life goes on
Il Giappone è diverso dall'Unione Sovietica del 1986, le autorità proteggeranno la loro gente. Konstin che di cose ne deve aver viste tante invece sembra più fatalista:
I say to them (the Japanese) if the worst happens, 'May God protect you and keep you. If the worst happens, look to your family and do your best to protect them. With prayers and luck, you will come through',' Kostin said. 

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