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FUORI CAMPO – Intervista a Silvia Rocchi

Creato il 23 luglio 2014 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

FUORI CAMPO - Rubrica dedicata all’illustrazione e al fumetto

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Silvia Rocchi è nata nel 1986, si è specializzata all’Accademia di belle arti di Firenze e Bologna. Per la collana ISOLA ha illustrato L’idea della catastrofe di Carlo Bordini. Qui il suo sito.

Da dove vieni, dove sei e dove vai?
Vengo dalla provincia di Pisa, dove sono tornata. Spero di andare vicino o lontano, l’importante è andare.

Come hai iniziato a disegnare e come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?
Disegno da quando ero molto piccola, come tutti quelli che fanno questo lavoro, ma è da circa sette anni che disegno con attenzione e serietà.

Qual è il tuo metodo di lavoro e come affronti un nuovo progetto?
Quando qualcuno mi propone una collaborazione aspetto sempre qualche giorno prima di avviare il lavoro, per dare modo all’idea di prendere forma e rimanere un po’ sospesa. Poi inizio a lavorare di getto. Cerco sempre di seguire questa linea, altrimenti perdo la freschezza del segno e l’immagine diventa legnosa o di maniera.

Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo percorso di crescita?
Sì, in un certo periodo mi riferivo molto a pittori italiani come Casorati, Guttuso e Sironi. Poi sono arrivati Ben Shahn, Eric Fischl, Marlene Dumas, Luc Tuymans e Gerhard Richter. Per quanto riguarda l’illustrazione in particolare, resto sempre abbagliata dai lavori di Anke Feuchtenberger e Dominique Goblet.

C’è una casa editrice, italiana o straniera, di cui apprezzi particolarmente il lavoro?
In Italia mi interessano molto i lavori di Canicola e Orecchio Acerbo. All’estero penso a Rackham, Frémok, La cinquième couche, Lo Zorro Rojo, Atrabile.

Il mercato dell’illustrazione parla italiano? Quali sono oggi le opportunità per un giovane illustratore?
A questa domanda non so rispondere con precisione. Si tende a dire di no e penso sia vero, è altrettanto vero però che ci sono molti autori talentuosi. Le opportunità sono scarse e non sempre è facile coglierle. Io, ad esempio, quando mi concentro sulla promozione del mio lavoro, sulla ricerca effettiva di una “committenza”, perdo inevitabilmente tempo, energie e il significato di quello che faccio. Insomma, penso che fare di questo lavoro la propria fonte di sostentamento sia difficile un po’ ovunque.

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Un tuo commento sulla nuova collana ISOLA
L’idea che sta alla base della collana ISOLA, per quanto riguarda la componente “disegnata”, è quella di lasciare liberi gli illustratori di seguire le suggestioni suscitate dai versi. È proprio questa libertà espressiva a risaltare di più osservando i libri della collana. Io ho illustrato le poesie di Carlo Bordini e ne sono stata felice perché quando ho ricevuto la proposta stavo realizzando illustrazioni molto più inquadrate, regolari. Per fare un esempio, Bordini in una delle sue poesie parla delle micro-fratture che lo stressano quotidianamente, così ho provato a ricomporre il concetto tramite piccoli pezzi di nastro adesivo inchiostrati e poi stampati. In alcuni casi ho creato immagini figurative, in altri meno.

Che cosa c’è da leggere sul tuo comodino?
Grande Sertão di João Guimarães Rosa Grande e un dizionario illustrato di italiano-serbo croato.


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