Sabato 16 aprile 2011, alle ore 10 dal Municipio di Castellar Guidobono (AL), prenderà il via il progetto podistico-turistico-culturale “Uniamo la Provincia”, una corsa che verdà la partecipazione di ben 190 Comuni della Provincia di Alessandria. Vi parteciperanno pertanto istituzioni, diverse realtà locali, associazioni, pro-loco, circoli culturali, unite nello sforzo di valorizzare il territorio e dare respiro al senso di unità che dovrebbe essere “rispolverato” da tutti, soprattutto in tempi critici come questi.
La partenza è prevista dunque da Castellar Guidobono (paese natale dei promotori) e l’arrivo per il 26 Giugno ad Alessandria. Il percorso è diviso in 60 frazioni, per un totale di poco più di 1000 km, ed ha la peculiarità di andare a toccare tutti i 190 comuni della provincia e di fare una breve sosta davanti ad ogni edificio comunale (vedi le date e le tappe su http://fiorecorsa.blogspot.com).
Il progetto si pone inoltre l’obiettivo di lanciare un messaggio alla comunità e, attraverso la collaborazione con LIBERA (Associazioni, Nome e Numeri contro le mafie), UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) e Avviso Pubblico (Associazione di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie), i partecipanti porteranno in tutti i Comuni un messaggio di speranza. In definitiva una riscoperta del territorio, ma anche un’azione di sensibilizzazione pubblica sulla legalità. Infatti è anche attraverso lo sport che UISP e Libera vogliono diffondere, divulgare e promuovere uno sport sano che sia veicolo di valori come il rispetto dell’altro, delle regole e del proprio corpo, per combattere e prevenire l’illegalità dilagante nel mondo dello sport e non solo. Assieme a loro l’esperienza dì un’associazione di Enti Locali come Avviso Pubblico, che può certamente essere di aiuto per affrontare casi difficili, che richiedono nuove corresponsabilità e consapevolezze, da parte degli Amministratori.
A questo proposito a Bosco Marengo è imminente la ristrutturazione del primo bene confiscato alle mafie in Provincia di Alessandria. Sarà intitolato ad Antonino e Stefano Saetta, padre e figlio (quest’ultimo nato ad Acqui Terme) uccisi assieme da “cosa nostra”. Un piccolo immobile oggi inutilizzabile, ma il cui recupero sociale e produttivo potrà rappresentare il simbolo di una risposta ferma, inequivocabile e trasversale di tutto il nostro territorio. L’invito alle comunità locali sarà anche questo: promuovere iniziative a livello locale dove raccontare cosa sono state e cosa stanno diventando oggi le mafie, come riconoscerle e come difendersi.
