Lo storico salumificio “Gay” di Montecastello non se la passa bene. Secondo la CGIL, chiamata in causa da alcuni dipendenti messi in cassa integrazione dal 3 gennaio – da qualche anno sono iniziati i problemi, per la snc di Francesco, Gian Carlo e Giorgio Gay. Ritardi negli stipendi e nelle liquidazioni di chi si licenziava, screzi con alcuni lavoratori e poco dialogo con le parti sociali.
A più riprese sono state comunicate trattative in corso per la vendita, ma a quanto pare non va in porto nulla e nel frattempo i locali sono stati vuotati. La compagna di Francesco Gay accusa di poca trasparenza gli altri due fratelli – Francesco, 69 anni, è malato – e di aver tenuto comportamenti poco rispettosi nei suoi confronti e verso altri dipendenti di uno degli stabilimenti di salumi più importanti (fino a ieri) della provincia di Alessandria.
La CGIL punta il dito verso la proprietà, accusata di essere evasiva nelle risposte sul futuro dell’azienda e su quella dei lavoratori, che hanno un’età media piuttosto elevata e che pertanto, rischiano di non trovare un latro lavoro. ”Gli ammortizzatori stanno finendo”, avvertono.
“Possibile che in questo Paese se le imprese vanno bene è merito degli imprenditori e quando vanno male non è colpa di nessuno e soprattutto chi paga sono sempre e solo i lavoratori”, si sfoga Anna Poggio, Flai CGIL.
