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Gelato, amore e storytelling

Creato il 05 giugno 2014 da Arscreativo

Gelato, amore e storytelling
ARSENALE CREATIVO

Agli albori fu un impacciato Stefano Accorsi che in una spiaggia calda e affollata, nel tentativo maldestro di abbordare due ragazze, recitava in modo goffo: two gusti is meglio che one. Erano i mitici anni 90 e da allora il marketing e la comunicazione nel settore alimentare del gelato ha decisamente cambiato rotta: è diventata più raffinata, sottile, maestra nell’arte dello storytelling.

Un esempio?

La campagna Cupidity del Cornetto Algida. Chi non ha visto il recente spot nel quale un ragazzo trova la sua anima gemella, scoprendo che la sua lei sta ascoltando la stessa canzone? Primo: non so voi ma io quando prendo l’autobus già  faccio uno sforzo immenso a non addormentarmi, rischiando poi di perdere la fermata, figuriamoci se trovo l’amore della mia vita, capisco che sta ascoltando la mia stessa canzone e poi mi trova magicamente tramite Facebook. Minimo mi arriva una denuncia, altro che amore a prima vista.

Comunque, tornando al punto, lo spot che tutta Italia sta vedendo da un paio di mesi a questa parte è solo una piccola parte della campagna di comunicazione costruita dal marchio di Unilever: girovagando su You Tube nel canale Cornetto Global è possibile scovare una serie di deliziosi corti il cui scopo è quello di raccontare il nuovo payoff del marchio.

Ma partiamo dall’inizio. Da chi sono stati realizzati? É il maggio del 2013, Unilever vuole rilanciare il posizionamento del marchio Cornetto in Gran Bretagna, la strategia usata è quella di proporre il lancio di quattro cortometraggi che riescano a tradurre perfettamente il nuovo slogan: Enjoy the ride, love ending.

A produrli è niente meno che il noto regista Ridley Scott, ecco così che nascono quattro nuove storie d’amore, nelle quali una figura misteriosa, (legata alla figura del Cornetto), fa da Cupido e permette a due perfetti sconosciuti di scoprirsi anime gemelle. La campagna è di portata internazionale: un corto è ambientato in Cina, un altro negli Stati Uniti, gli ultimi due Inghilterra e Turchia. E oggi in Inghilterra Lily Allen è il cupido di due donne che si innamorano su un campo da tennis. Ma questa è un’altra storia.

E in Italia? A Novembre 2013, durante il Festival internazionale del Film a Roma, il management di Unilever Italia presenta Cupidity. Il marchio propone un progetto in crowdsourcing:  tutti i giovani registi, video o filmmaker italiani, sotto i trent’anni, sono chiamati a mettersi in gioco per creare la sceneggiatura di tre cortometraggi che raccontino in modo unico le parole amore, giovani ed estate. I vincitori, eletti da una giuria presidiata dal regista italiano Roberto Faenza, sono stati decretati ad Aprile di quest’anno.

Qual è quindi la lezione di Cornetto? Questo marchio ci insegna come lo storytelling possa rivelarsi l’arma vincente per raccontare un prodotto, come una storia si possa fare portavoce dei valori di un marchio. Cornetto ha creato attorno a sé un nuovo mondo di significati e possibilità, nel quale l’amore riesce sempre a trionfare, nonostante gli errori, le difficoltà e gli ostacoli della vita. Un mondo che smorza perfino gli animi dei più cinici (mea culpa).

E poi, non è forse una prerogativa della marca quella di farci sognare?

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