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Generazione Panchina d’Oro: Frank De Boer

Creato il 30 marzo 2015 da Pablitosway1983 @TuttoCalcioEste
Generazione Panchina d’Oro: Frank De Boer

Frank De Boer, originario del piccolo comune di Hoorn, inizia la sua carriera nell' Ajax come terzino sinistro, anche se poi si afferma nel grande calcio come centrale difensivo. Dopo aver vinto una Coppa UEFA e una Champions League con i lancieri, si trasferisce al Barcellona. Non riesce però a ripetersi ai livelli precedenti, anche a causa di un test antidoping che lo rivela positivo al nandrolone (riesce comunque a vincere un titolo nazionale).
Nell'estate del 2003 si trasferisce in Turchia nel Galatasaray, per poi passare ai Glasgow Rangers nel gennaio 2004. Dopo l'esperienza di Euro 2004 si trasferisce in Qatar per terminare la carriera. Nell'aprile del 2006 Frank de Boer ha annunciato il suo ritiro dal calcio agonistico per occuparsi del settore giovanile dell'Ajax.

Resta un grande calciatore e bandiera di Ajax e Olanda: con gli ajacidi ha collezionato ben 328 presenze con gli Oranje, invece, la sua avventura è durata ben 14 anni con 112 presenze. De Boer non può dirsi fortunato in nazionale: nessun Mondiale da ricordare e, agli europei del 2000, fu protagonista in negativo nella semifinale contro l'Italia sbagliando due calci di rigore.
Nonostante i dispiaceri con la sua Olanda, Frank può però vantare un palmares di tutto rispetto. Con l' Ajax, l'ex centrale difensivo ha vinto ben 10 titoli nazionali (5 campionati, 2 Coppe d'Olanda, 3 Supercoppe) e tutti e quattro i titoli internazionali principali (1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale).
Ha praticamente vinto tutto, e la carriera da allenatore può tranquillamente partire.

E'attualmente il tecnico dell' Ajax ed ha già vinto 4 campionati in 5 anni (il quinto sta per concludersi) e una supercoppa d'Olanda.
In Europa non viaggia con gli stessi ritmi. Frank paga l'inesperienza dei suoi ragazzi che di certo non mancano di talento, questo è sicuro, ma contro squadre con un budget stellare e con calciatori che hanno alle spalle diversi anni di esperienza non riescono più a primeggiare come un tempo. Negli ultimi anni, i lancieri non hanno fatto grandi cose in Europa. E' veramente incredibile come per ben cinque stagioni, praticamente da quando c'è De Boer sulla panchina, l' Ajax sia sempre arrivato al terzo posto nei gironi di Champions League guadagnandosi, comunque, un piccolo "premio" di riconoscimento: i sedicesimi di Europa League (senza mai centrale la vittoria finale).

Se un club volesse puntare su di lui, deve necessariamente avere le idee chiare. Non basta un budget economico da capogiro, bensì un adeguato funzionamento dei settori giovanili e una programmazione che faccia sì che i ragazzi imparino già da ragazzini cosa significhi sacrificio e, insieme agli istruttori, imparare un modulo prestabilito affinché, qualora arrivasse la chiamata in prima squadra, esso verrebbe applicato senza problemi (De Boer da sempre usa il 4-3-3).
Il modello olandese è di certo uno degli ambienti migliori per la valorizzazione di un ragazzo e anche degli allenatori emergenti per mettersi in mostra davanti al palcoscenico europeo.

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