Non è passato molto dalla nostra corrispondenza pubblica che eccomi di nuovo ad indirizzarLe una lettera.
Speravo vivamente, alla luce di quanto accaduto e della pessima figura fatta dal Suo Ministero, che ci fosse un cambiamento nei modi, nei sistemi di gestione e soprattutto che si cominciasse a fare più attenzione e si usasse meno superficialità nell’affrontare tematiche artistiche. Invece lo scorso 2 ottobre Lei ha dimostrato di non aver fatto alcun tesoro del passato ed ecco che con estrema superficialità, tipica di chi è uso a non tener conto delle ripercussioni delle proprie azioni, seguendo più le chiacchiere mediatiche che una sana logica amministrativa, 182 persone si vedono licenziate in tronco.
