Di ritorno dal tour pasquale prima parte (che ha visto 72 ore, tre città, un compleanno, due amici ‘stranieri’ che ritornano, il nord, lei e lei, i preparativi per il matrimonio di Ginger), la ‘povna trova un file excell (maledetti ingegneri!) della commissione organico ad attenderla nella casella della posta.
Esagono, nelle vacanze, ha pensato di portarsi avanti: “Ti allego la bozza che ho fatto per non trovarsi all’ultimo momento” – recita il mail che l’accompagna. Segue il lavoro certosino sulla prima proposta per l’assegnazione delle ore e delle cattedre, materia per materia.
La ‘povna, mentre scorre quelle righe, prima si mette meraforicamente sull’attenti, poi ringrazia Esagono, lo complimenta, e ammette la sua pigra inadempienza. Quindi si dà da fare a compulsare tutto, per poter offrire, così come richiesto, le opportune osservazioni. Oramai i codici delle materie li sa a memoria, sono quelli: Lettere, Scienze, Inglese, Matematica, Diritto… E poi, quelli della materie tecniche: Agricoltura Tecnologica, Muri&Impianti, Scrittura del Territorio… Ma all’improvviso, l’imprevisto, e una materia nuova, eppure vecchia, si fa strada nell’usata monotonia delle caselle: A039 – “No! Non è possibile!”.
Eppure, era previsto.
Ma tra il dire e il fare, per tante volte, c’è stata solo Maria Stella – e la ‘povna aveva quasi dimenticato che le parole, per qualcuno, invece contano. Ed è così che, dopo cinque anni precisi di ignoranza, lo Stato ci ha messo mezza pezza.
Così come ordinato da Maria Chiara Carrozza, ai primi del settembre scorso, dal prossimo anno scolastico nei Tecnici torna, finalmente, l’ora di Geografia.
