Get on up

Creato il 14 febbraio 2015 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Palco, palco e ancora palco. Pure troppo

Biopic molto deludente, Get On Up è prolisso e non pare in grado di raccontare in modo coinvolgente la verticale ascesa del padrino del soul. Quando ci si confronta con storie così variegate e con al centro un personaggio così carismatico bisogna cercare di rifuggire la linearità del genere biografico e saper catturare lo spirito del protagonista. Il regista Tate Taylor prova a tralasciare la convenzionalità, ma non riesce assolutamente a immortalare l’istrionismo di James Brown.

L’incipit appare interessante; difatti lo spettatore entra in contatto con un James Brown imbolsito, con un’acconciatura da donna e con indosso una tuta verde cangiante. Imbraccia un fucile e comincia a fare una piazzata in un luogo non meglio identificato. Successivamente Get On Up comincia a saltellare avanti e indietro, nel passato di Brown, che esibisce una famiglia povera e disfunzionale (la madre lo abbandona e il padre è un manesco cronico), e nei successi soprattutto sul palco. Tuttavia ciò che probabilmente è più interessante (i suoi problemi con la giustizia e la dipendenza dalla droga, dapprima osteggiata) non viene minimamente trattato. Di conseguenza ci si ritrova di fronte a un gigantesco concerto, un’apparizione dopo l’altra con la sua band e i rapporti con la stessa. Taylor si concentra sul suo egocentrismo (cinematograficamente giustificato da un’infanzia difficile), sulla sua smania di controllo sulla vita e sulle sue hit.

Conseguentemente Get On Up perde di spessore, comincia a farsi progressivamente meno accattivante e sempre più una celebrazione del “ministro del funky”. Il ritmo c’è ed è con il passare dei minuti più indiavolato, ma non basta a rendere questo biopic un prodotto da ricordare. Probabilmente perché Taylor costruisce la vicenda rimanendo costantemente sopra le righe; a questo si aggiunge un make-up eccessivo, che tramuta spesso e volentieri Brown in una maschera informe, una macchietta che si guarda costantemente allo specchio e ripete a se stesso, recitando un mantra teso all’auto-convincimento, di essere ancora James Brown.

Pellicola dal dubbio interesse, Get On Up fatica a emozionare e non riesce a catturare lo spirito del protagonista e il suo contesto. I fan del soul e del funky si divertiranno e non poco, ma non potranno obiettare se sullo schermo si consuma una celebrazione stilizzata, punteggiata da un’esibizione dopo l’altra, che fa perdere la centralità del film: la vita di James Brown, dalle stalle alle stelle.

Uscita al cinema: 6 novembre 2014

Voto: **


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