Giorgio Ambrosoli (e il suo essere fedele alle leggi e allo Stato)
Creato il 11 luglio 2015 da Funicelli
Il figlio Umberto, scrisse queste righe
sul padre:
“E' stato solo il senso del dovere
a impedirgli un compromesso, anche con se stesso? È stata la
fedeltà, l'obbedienza alle leggi e allo Stato? Io penso di no, credo
che mio padre lasci, più di ogni altro esempio, quello di un uomo
capace di affermare la propria libertà.
Con se stesso, rimanendo coerente al
proprio pensiero, alle proprie convinzioni. Con gli altri, quando ha
respinto blandizie e ricatti senza cercare protezioni 'politiche',
nella consapevolezza che anche quelle potevano avere un prezzo. È
stato un uomo libero nel senso più completo del termine, quello che
include la consapevolezza del proprio ruolo. Non istituzionale, di
commissario liquidatore, ma di uomo, di marito, di padre, di
cittadino”.
Fu ucciso, da un sicario su ordine di
Michele Sindona, l'11 luglio 1979 a Milano.
Eroe libero, eroe solitario, come gli
altri raccontati da Antonella Mascali in “Vi
aspettavo”.
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