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Giorgio Napolitano, “Mie dimissioni imminenti”

Creato il 19 dicembre 2014 da Nicola933

Per la prima volta nel corso del suo breve mandato a tempo al Colle, Giorgio Napolitano fa un esplicito riferimento, senza allusioni o sottintesi, alle sue prossime dimissioni di gennaio, per motivi di età (novant'anni nel giugno del 2015) e anche di salute. Il capo dello Stato da antico e pignolissimo comunista abituato a pesare le parole e le virgole colloca la fatidica frase come incipit del suo discorso per gli auguri del Corpo diplomatico, al Quirinale, nella tarda mattinata di ieri. Il "periodo travagliato" che attende il Paese Napolitano è seduto e legge. Al suo fianco, a sinistra per chi guarda, c'è Paolo Gentiloni, titolare della Farnesina. A destra, invece, Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, è bianco e immobile come un busto di gesso. Giorgio Napolitano, “Mie dimissioni imminenti”

Re Giorgio saluta i presenti e inizia: "La prossima fine di questo anno 2014 e l'imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l'Italia, l'Europa e il mondo". L'imminente conclusione, alla stregua dell'Apocalisse del Sistema. La fissità dello sguardo di Gentiloni non oscilla, forse non ha colto. Al contrario la sfinge democristiana di Casini stringe gli occhi, come uno che ha perso d'improvviso l'orientamento e si smarrisce. Poi realizza e a quel punto sembra Massimo Troisi in Non ci resta che piangere quando passa il terribile Savonarola. "Ricordati che mi devo dimettere". Risposta: "Adesso me lo segno". Il capo dello Stato spiega a modo suo il 2014 italiani agli ambasciatori di tutto il mondo e fa un altro regalo natalizio al governo Renzi: "Un'opera difficile e non priva di incognite, quella avviata e portata avanti dal presidente del Consiglio e dal governo. Ma vi potevano essere delle alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo paese"? Niente semestre bianco Resta con tutti i poteri Ancora una volta il capo dello Stato sviluppa il dogma della sua infallibilità politica, che non è proprio la forma della moral suasion prevista dalla Costituzione materiale, e lo fa in un contesto completamente nuovo per la dottrina giuridica: mancano trenta giorni alle sue dimissioni e per lui non esiste alcun semestre bianco, come previsto per i presidenti alla fine del loro settennato.


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