Giornalista RAI offende i napoletani: ” si distinguono dalla puzza”. ECCO IL VIDEO SHOCK*

Creato il 22 ottobre 2012 da Granata84

“Non si trovano definizioni per il servizio andato in onda durante la partita Juventus-Napoli nel TG regionale del Piemonte. L’unica che viene in mente è “razzista”. L’edizione delle 19:30 inizia poco prima che la squadra juventina segni i due goal che stendono il Napoli. Gian Franco Bianco aggiorna sul risultato di 0-0 e introduce un servizio firmato da Giampiero Amandola, giornalista della testata regionale piemontese della RAI, che si era recato ai cancelli dello Juventus Stadium per ascoltare le due tifoserie – si legge nella nota inviata da Angelo Forgione, presidente del “Movimento VANTO”, a “Napoli Magazine” -. Tra i tanti interventi, vengono fuori due clamorose perle. Prima due giovani che urlano ai microfoni la frase razzista “o Vesuvio lavali tu” che viene serenamente inserito nel montaggio come se fosse un normale e innocuo sfottò. Poi lo scivolone ancora peggiore di Amandola cui uno juventino spiega che i napoletani sono ovunque perchè sono «un po’ come i cinesi»; seguono eloquenti risatine sarcastiche e, cosa ben più grave, la gravissima osservazione del giornalista che afferma «li distinguete dalla puzza, con grande signorilità». E il tifoso, compiaciuto dell’assist inaspettato, «molto elegantemente, certo». Un servizio del genere, sia pur rivestito di una comoda ironia, diffonde pessimi ideali nei telespettatori, soprattutto tra i più giovani. Ed è inconcepibile che un giornalista spalleggi l’ignoranza dei tifosi, ma ancor più inconcepibile che il direttore di redazione possa accettare la messa in onda di un siffatto montaggio. In attesa di punizioni sia al Napoli per gli ingiustificabili danni da reazione procurati dai suoi tifosi che alla Juventus per gli incessanti cori razzisti provocatori, ci attiveremo per denunciare il fatto in primis all’Ordine dei Giornalisti e poi alla stessa redazione del TGR Piemonte (redazione.torino@rai.it) che deve ritenersi responsabile di cattiva informazione e diffusione di maleducazione, cosa deontologicamente scorretta. Giornalisti e redazioni avrebbero il compito di denunciare, non di fomentare”.


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