La ‘povna è andata incontro al primo giorno del nuovo anno (scolastico, ma anche no) alla come viene viene. Un po’ perché il mood con il quale è ritornata, se durante sembrava averla messa al riparo dai (troppi) pensieri impertinenti, dopo, una volta planata a casa, le ha rivelato una nostalgia più galoppante del percepito e del previsto (e infatti ieri ci ha nuotato sopra una bella sessione di vasche da cinquanta metri, durante le quali finalmente si è concessa di pensare, e immaginare, proprio tanto); un po’ perché – con la quinta già licenziata, e una serie di variabili che si sono aggiustate in modo strambo – i primi giorni saranno ricchi, ma meno del solito (l’assenza di Neverland dall’orizzonte settembrino dei suoi impegni le regala una gestione sostanzialmente semplice, peraltro, giacché non deve perennemente scavallare sopra i treni a fare la spola tra le consuete tre province); e un po’ anche perché avrebbe deciso di onorare con un po’ di leggerezza questo ritorno a scuola.
Un ritorno che si profila, come aveva già detto, un po’ privo di senso. Capita, quando se ne va una classe che ti ha colonizzato l’immaginario e l’animo, succhiandoti sguardi, certo, ma anche regalandoti una rete di protezione permanente, e la ‘povna lo sapeva, e lo aveva messo in conto. E allora un po’ lei ci ha lavorato sopra nell’estate, preparando prime cose da fare, e anche progetti, un po’ ha deciso che, poiché l’amore idiosincratico non si può inventare dal nulla, quel po’ di senso che le manca vedrà di raccattarlo pure altrove. Così questa mattina, all’alba delle sette, ha sentito suonare la sveglia, ha sussultato, ha pensato che era finita (perché è poi questo, come dice bene BibCan, il discrimine vero di vacanza: non andare a dormire o alzarsi tardi, ma, banalmente, farlo rigorosamente e solo quando e come si vuole), è corsa a preparare il caffè e si è preparata in tutta fretta, e poi ha preso un treno per la scuola. Come divisa, dopo molto pensare, aveva scelto un vestitello rosso: innanzi tutto perché è molto bello, e lei è uscita dall’estate molto abbronzata e molto bionda, poi perché era uno dei pochi già lavato e asciutto, e infine perché iniziare col rosso dà sempre un tocco positivo al buon umore.
Lungo la strada per il Prefabbricato, si è messa la colonna sonora (che era però Bandiera Bianca), ma poi ha dovuto spegnerla perché ha incontrato la collega TonTina a metà percorso, che le ha vomitato addosso una marea di chiacchiere, parole vuote e inutili; la ‘povna ha risposto a monosillabi e, appena arrivata nell’atrio, l’ha lasciata al suo destino, sperando in qualcuno un po’ più interessante con cui potersi intrattenere. Lo sceneggiatore è stato benevolo, e le ha regalato, nell’ordine, Galileo (che è sempre un autentico piacere intellettuale, che spicca dalla massa), Mr. Higgs, Hal9000 e pure Barbie. E la ‘povna si è persa negli auguri di buono anno con rinnovato ardore.
Poi è scesa giù, nell’aula del collegio, dove l’Ingegnera Tosta le aveva tenuto il posto, ha assistito alla solita rappresentazione, e ha gettato uno sguardo sui nuovi e vecchi volti. Alla fine, dopo una riunione di commissione tosta con Esagono e un altro paio di incombenze, si è cavata dagli impegni con un sorriso consapevole, e, insieme all’Ingegnera, ha inaugurato volentieri la loro nuova stagione natatoria. Mentre nuotava, ha pensato alla giornata, e si è detta che era stata ambigua, in chiaroscuro, un po’ come la previsione di quest’anno. E qui di seguito lascia, nella forma ancora grezza dell’elenco, gli spunti significativi che l’hanno colpita oggi, a canovaccio di sceneggiatura per l’anno che verrà.
– Capitolo Sotto tono: l’inizio, tutto quanto; dopo due anni di collegi rutilanti, quest’anno è stato tutto assai poco significativo e molto rapido. La ‘povna ne prende atto, anche se sa che il dato mente, e aspetta incuriosita le prossime puntate.
– Capitolo Buona Scuola: “Voglio cavarmi dagli impegni”, ha detto la ‘povna a Galileo in una chiacchierata a parte; “Se ci riesci” – ha detto lui, ed è stato buon profeta come sempre. Perché, anche al netto dei decreti attuativi (come è adesso), il lavoro per lei funzione strumentale, e in generale nel suo plesso, si annuncia complicato ed essenziale.
– Capitolo Figli d’Arte: sono i nuovi colleghi arrivati nel suo plesso, Scovolino (di Lettere, che la ‘povna conosce già per i progetti di Appennino, e si augura di avere finalmente trovato qualcuno con cui condividere il lavoro di materia in modo bello), figlio di una collega oramai pensionata da più anni, e i due di Laboratorio, figli appunto del vicepreside DaddyLongLegs e del collega Viscido. “Per carità, separatemi questi due dai loro padri” – ha detto Barbie alla ‘povna e a Esagono; loro eseguiranno, ovviamente, ma l’insieme si annuncia in ogni caso ricco di possibili implicazioni da narrare.
Capitolo Ingegnere Mon Amour: nel generale casino delle parole vuote a raffica (sparate in quantità superiore alla sua propria sopportazione, la cui soglia è per adesso molto bassa), l’atteggiamento dei suoi amati ingegneri vince il premio Coolness di diritto: Mr. House, Daddy stesso ed Esagono si sono segnalati per pacatezza, ironia, fattività e intelligenza. E la ‘povna – che, almeno per ora, non ha bisogno fronzoli stantii o inutili rappezzi – guarda a loro come a un faro con cui poter collaborare.
Capitolo Farewell, Friends: perché questo collegio segna anche la fine della presenza a scuola di alcune figure che per la ‘povna erano importanti, se non amiche strette: per vie di trasferimento o pensionistiche, infatti, Patty Albione, Voglio-la-mamma e Mafalda hanno abbandonato la baracca; e la ‘povna si rende conto da subito che la loro assenza è di quelle da pesare.
Capitolo Niente sesso, siamo inglesi: quest’anno, complice la confusione un po’ spanata di cui ha detto, ci sono stati per la ‘povna molti meno saluti formali, sorrisi, baci e abbracci. Convocata da Barbie per una questione laterale di cui si sta occupando in solitaria, la ‘povna è arrivata al collegio all’ultimo minuto utile, quando tutti erano già seduti al loro posto. Questo ha, fisiologicamente, ridotto alla radice il numero di convenevoli, ed è un dato che alla ‘povna è piaciuto e piace molto, e che vorrebbe, pur con la moderazione che l’educazione impone, coltivare.
Per ora non c’è altro, in buona sostanza, o comunque niente di particolarmente significativo all’orizzonte. Ed è con queste premesse medie, ma con potenziali pieghe positive tutto intorno, che la ‘povna consegna anche questo capodanno alle istantanee da archiviare.
