Il titolo del gioco è da se piuttosto esplicativo, ci dovrebbe far capire che abbiamo a che fare con un "dungeon crawler" dove al posto di un spade, magie, arco e frecce, abbiamo fucili, pistole, lanciarazzi, granate, laser e chi più ne ha ne metta. Il tutto declinato all'insegna di una impostazione da rogue like sotto forma di twin stick shooter in deliziosa grafica pixel art. Insomma una lunga serie di etichette nella lingua di Albione, ma basta semplicemente dire che Enter the Gungeon è un gioco tanto divertente quanto dannatamente difficile. Di quelli che ci fanno dire, una partita ancora e poi basta. E intanto il tempo scorre impietoso e si fanno le ore piccole...
Centinaia di armi
I ragazzi di Dodge Roll Games non hanno dimenticato di inserire anche un semplice quanto efficace background narrativo che ha anche la funzione di differenziare lo svolgimento del gioco, iniziale e finale.
La storia ci racconta di cinque avventurieri pronti ad entrare nel dungeon per trovare la "pistola che uccide il passato", segno che qualcosa di sbagliato e terribile li tormenta. Un incipit "romantico" che si traduce in un aspetto diverso per ogni "gungeoneer", armi di partenza diverse e soprattutto boss finale diverso. Non male insomma, e un segno tangibile della voglia di Dodge Roll Games di voler metter in scena non un semplice rogue like ma un vero e proprio action RPG con tanto di "lore" a caratterizzare i protagonisti e il mondo di gioco.

La struttura è simile a quella di Rogue Legacy: le stanze sono "disegnate a mano", ma il loro interno, nemici e loot compreso è generato proceduralmente. Ogni ingresso nel dungeon è quindi sempre diverso. Meccaniche standard per questo genere, ma che comunque sembrano poter garantire grande varietà vista la presenza di 200 armi e centinaia di oggetti, da intendere sia come buff, attivi e passivi, sia come gadget di pronto utilizzo. Ad esempio abbiamo trovato un radio per chiamare il drop di un'arma, ovviamente casuale, C4 da far detonare a distanza, ma anche sigarette. Ma cosa ci facciamo con un pacchetto di bionde? Se abbiamo in dotazione l'arma che spara olio basta accendere una paglia per incendiare tutta la stanza. Una combo diabolica insomma!
Il nostro eroe ha a disposizione due armi, ma comprandola o trovando nel loot una fondina più grande può equipaggiarne anche di più. Di conseguenza nelle prime battute del gioco dobbiamo scegliere cosa tenere quando un forziere ci premia con qualcosa di nuovo.
Sparare a tutto quello che si muove è fondamentale, ma non quanto imparare la fondamentale schivata perché le stanze possono diventare dei veri e propri "bullett hell" in cui c'è poco spazio per muoversi. Siamo dalle parti di The Binding of Isaac, ma il tono è super ironico e parodistico, col primo boss, un piccione armato di minigun che fa il verso a Vulcan Raven di Metal Gear Solid. Non male insomma.

Non c'è solo la schivata come manovra evasiva, il gioco ci da la possibilità di utilizzare i tavoli come barricata, alla stessa maniera anche i nemici possono farlo, una bella complicazione certe volte.
Ma torniamo a bomba sulle armi, le vere protagoniste del gioco. Dobbiamo segnalare come gli sviluppatori non abbiamo proprio lesinato nel differenziarle il più possibile, il tutto all'insegna di una grande componente ironica. Intanto per iniziare cambia drasticamente da un'arma all'altra ovviamente la potenza, il tempo di ricarica e il rateo di fuoco. Nella nostra doppia run abbiamo avuto a disposizione un paio di pistole, ma soprattutto una a retrocarica capace di sparare una devastante palla di piombo "one shot one kill", un fucile non preciso ma dal generoso danno e soprattutto una specie di arma laser al veleno, perfetta quindi per spazzare le stanze colpendo gli avversari aspettando poi che l'avvelenamento faccia il suo corso. Ma ci sono state mostrate anche un paio di armi di grande potenza, quelle che raramente troeremo nelle prime stanze. La unicorn gun spara un laser arcobaleno, con tanto di allegra musichina di sottofondo, ma c'è da dire che il lanciarazzi multiplo a ricerca fa decisamente male.

Proprio come il laser ad aggancio multiplo dal colore e dalla consistenza del marshmallow e soprattutto il fucile a buchi neri. Pochi colpi in dotazione, ma capaci di inghiottire tutti i nemici di un livello.
Per potenziarci o ripristrinare la salute possiamo accedere ai negozi, dove comprare armi, armatura, proiettili o smart bomb, che non uccide i nemici, ma distrugge tutti i proiettili a schermo. A rendere il tutto ancor più complicato c'è il fatto che se un nemico ci colpisce non rilascia denaro quando lo uccidiamo, quindi bisogna davvero saper danzare e volteggiare grazie alla schivata, giocare con stile insomma altrimenti il nostro bottino sarà davvero magro.
Enter the Gungeon è stata una bella sorpresa. Divertente, difficile, tosto, ricco di oggetti da sfruttare e pieno zeppo di armi e soprattutto segreti, com interi livelli da scoprire che di fatto duplicano la durata del gioco. I ragazzi di Dodge Roll Games parlano di un'ora per vedere la fine, nel caso fossimo così bravi da portarlo a termine con una sola partita, ma tutti sappiamo che così non sarà mai. Le prime partite, con poco denaro, armi scarse, pochi gadget e di conseguenza boss che ci faranno sudare sette camicie saranno davvero un inferno. Se poi moltiplichiamo il tutto per cinque protagonisti e per i numerosi tentativi necessari capiamo bene come ci sarà davvero tanto da giocare.
Enter the Gungeon - Reveal trailer - PlayStation Experience