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Gli appuntamenti di venerdì 4 settembre per Marina Café Noir

Creato il 03 settembre 2015 da Yellowflate @yellowflate

Venerdì 4 settembre la terza giornata del Festival con:

Caryl  Ferey, Renè Fregni, Wolf Bukowski, Pietro Grossi, Evelina Santangelo, Jacopo Cullin

Andrea Perin, Ditta Vigliacci, Sandal Falastin

Terza giornata per la XIII edizione del Marina Cafè Noir, che prosegue al Villaggio Chourmotra il Terrapieno e il Giardino sotto le Mura. Per l’occasione il tratto di viale Regina Elena tra Bastione e Giardini Pubblici sarà reso pedonale e chiuso al transito delle auto dalle ore 17.00 all’una di notte. 

Apertura sempre dedicata ai più piccoli nello spazio MCN/Baby Cappuccino, con lo spettacolo di teatro per ragazzi A tua insaputa, a cura della Ditta Vigliacci. Appuntamento alle 18 al Giardino sotto le Mura (Teatrino Badas)

  Gli unici eredi della premiata Ditta sono Mirardo e Edonio Vigliacci, i nostri protagonisti. Fratelli si, ma solo di padre, che girando il mondo ha lasciato segno del suo passaggio. I fratelli Mirardo e Edonio crescono con il nonno che insegna loro le arti circensi e quelle per intrattenere il pubblico. Il mondo nel mentre cambia. Cambia velocemente e sovente a nostra insaputa. Per questo motivo, per fortuna,  non smette di preservarci sorprese. Piacevoli e alle volte meno. La Ditta Vigliacci oltre a essere specializzata in molteplici discipline di circo nuovo, vecchio e contemporaneo, è specializzata nel affrontare le avversità dell’inaspettato. “A tua insaputa oggi siamo qui a fare lo spettacolo”; “A tua insaputa oggi riderai riflettendo”; “A tua insaputa in questo momento stanno succedendo un mondo di cose.. Ciò che sai è solo una millesima parte soggettiva di questo universo”. Spettacolo dal ritmo comico incalzante che vede intrecciate le tecniche di equilibri acrobatici, verticalismi, danza, magia, destrezze e curiosità insolite.

Alle 19, ancora al Giardino sotto le Mura, Caryl  Ferey e Renè Fregni parlano di Geografie Noir, accompagnati da Serge Quadruppani

  Tre scrittori francesi, tra i più conosciuti e importanti del ricco panorama polar francese, incrociano i rispettivi sguardi in un viaggio ideale tra i luoghi della loro scrittura, Paesi, città e villaggi, luoghi come protagonisti di culture comuni, di passioni e ribellioni, luoghi di amore e resistenza, di condivisione e sopravvivenza. Se il genere ha come indiscussi maestri Leo Malet, Jean-Patrick Manchette e Jean-Claude Izzo, i nostri tre hanno l’identica attitudine, la carica morale, l’essenzialità della scrittura e, appunto, un amore viscerale per i luoghi. Renè Fregni per la sua Marsiglia bagnata di luce, Serge Quadruppani per il perdersi in ogni città e paese dove gli è naturale sentirsi ospite e ospitante e Caryl Ferey, un globetrotter della narrazione che pone al centro i Maori o gli Zulu, l’Irlanda, il Marocco, il Sud Africa. Un comune sentire, un comune partecipare agli altrui affanni. E per tutti e tre una singolare capacità di estendere al lettore la loro naturale empatia con le ansie e le sofferenze umane, senza mai trascurare la scrittura rigorosa, brillante e dal ritmo incalzante.

Buono, pulito e giusto? Le narrazioni del cibo è invece il tema della conversazione delle 20, al Terrapieno, tra Wolf Bukowski e Andrea Perin, per un incontro in collaborazione con Sapori di Sardegna e Bar Florio

  Ritornare a Gramsci? Come sempre può tornare utile, se non necessario. Famosa la sua lettura della citazione del filosofo tedesco Ludwigh Feurbach, per cui “l’uomo è ciò che mangia”. Gramsci, rispetto al cibo e all’alimentazione, scriveva che anch’essi erano il frutto dei rapporti di forza tra le classi, che le scelte erano obbligate, che anche la produzione alimentare rientra nei rapporti di dominio che il Capitale impone. A complicare il tutto è intervenuta una grande mistificazione, travestita da nuova e più libera narrazione del cibo. “Se scegliamo il cibo, cambiamo il mondo”. Così raccontano Slow food e Eataly. Ma possiamo scegliere veramente? Quali mondi cambiano con i cibi di nicchia  a prezzi elevatissimi solo per chi può permetterseli? Cosa pensare di queste organizzazioni, che criticano l’industrializzazione alimentare e la grande distribuzione per poi esserne sponsor? Non è forse la Grande Distribuzione che impone una qualità standard bassa ai produttori, lo sfruttamento del lavoro e l’impoverimento dei contadini e dei  produttori in genere? Wolf Bukowski, ricercatore, saggista e blogger, consiglia un ritorno al pensiero gramsciano, per affermare con lui che non è il cibo a determinare la Storia, ma sono la Storia e le trasformazioni sociali a modificare l’alimentazione. A parlarne con Bukowski, un grande esperto di storie e pratiche alimentari, storico amico del Festival, Andrea Perin.

Alle 21 si torna al Giardino sotto le Mura, dove Pietro Grossi e Evelina Santangelo, accompagnati da Nicola Muscas, animeranno l’incontro Vincere ai punti – La libertà della scrittura

Scriveva Erich Fromm: “L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché la libertà obbliga a prendere una decisione. E le decisioni comportano rischi”. Questi rischi sono disposti ad affrontarli i personaggi che popolano i romanzi di due scrittori solo apparentemente lontani (per generazione, per collocazione geografica, per forme narrative), la palermitana Evelina Santangelo e il fiorentino Pietro Grossi. Sono sfide con se stessi, con l’ambiente intorno, sfide ai condizionamenti, a un futuro già predisposto, sono sfide al quotidiano quelle che s’impongono con caparbietà agli adolescenti e ai giovani protagonisti delle storie di Grossi, come alle donne e ai ragazzini della Santangelo. Niente di consolatorio, ma una gran voglia di nutrirsi anche d’aria quando si ha il fiato corto, quando si teme di non farcela. Scrivere è come gettare delle reti per agganciare la realtà, per dare un senso agli impulsi, ai bisogni e ai sogni che ci convincono ad agire e a non subire. A osare di essere liberi. Una conversazione, condotta dal poliedrico giornalista Nicola Muscas, che ci riporta all’essenza del titolo del MCN 2015.

I tributi del Marina Cafè Noir: alle 22 al Terrapieno Con le vene aperte – Omaggio a EduardoGaleano, affidato alle letture di Stefano Farris

  “Dopo quattro anni (come fattorino in banca) capii che non faceva per me. Lì appresi  che i principali rapinatori di banche erano i banchieri stessi, ma mai nessun allarme suona per loro”. Con queste poche parole lo scrittore uruguagio Eduardo Galeano raccontava di sé stesso e delle ragioni delle proprie scelte di campo. Sempre e comunque dalla parte di chi è stato espropriato, in Sud America e nel mondo, della scelta sulla propria vita. Lo scrittore, scomparso nell’aprile di quest’anno, era stato ricordato da Gianni Minà – grande conoscitore della storia e della letteratura ispanica – con queste parole: “era il narratore più sarcastico delle esagerazioni che l’attuale mondo isterico ci sbatte in faccia ogni giorno”. Ogni suo scritto aveva il pregio della brevità e dell’immediatezza, capacità di colpire nel segno senza fronzoli e digressioni. Non uno storico, ma un grande narratore dell’epopea del popolo sudamericano nelle sue mille sfaccettature, perennemente in cammino. L’omaggio breve e intenso, come l’occasione richiede, è affidato a un fromboliere della parola, Stefano Farris di Antas Teatro.

Alle 22,15, sempre al Terrapieno, il primo reading/concerto della serata: Vivere e morire aMarsiglia, dal romanzo “Lettere a Marsiglia” di Renè Fregni. Con Giuseppe Boy e Sandal Falastin

  Cosa può succedere a uno scrittore in crisi creativa quando viene trascinato in una storia di pericoli e morte da uno dei suoi vecchi amici dei tempi della scuola, nel frattempo passato alla mala? Capire che l’unica via di scampo sta nella stessa città in cui vive con amore e compassione: la Marsiglia fatta di luce abbacinante e di bui sconvolgenti. Il protagonista passa dal torpore narrativo dell’assenza di ispirazione all’incalzare di avvenimenti che reinventano il rapporto con la figlia e il vecchio amico, coi luoghi della quotidianità e della convivenza. È in fondo la stessa Marsiglia di Jean-Claude Izzo, amico fraterno di Fregni, presente nel racconto in un ricordo commosso. È sempre la stessa città fatta di sangue e dolore, ma anche e soprattutto  di vita e amore. A sfidare il vento, a combattere contro forze apparentemente invincibili, a interpretare la voce e il pensiero, il tormento e la forza del protagonista sarà l’estroso attore Giuseppe Boy, con l’accompagnamento musicale dalle intense atmosfere mediterranee e internazionali dei Sandal Falastin.

Dallo straordinario racconto di Pietro Grossi è tratto invece l’ultimo appuntamento del venerdì: Il Ballerino. Una storia di Boxe, reading/concerto con Jacopo Cullin, Elena Schirru, Andrea Schirru e Lady Radiator. Dedicato a Igino Demuro, amico, pugile e fidato custode di via San Saturnino. Appuntamento alle 23 al Terrapieno

  Un ragazzo, un giovane e talentuoso boxeur che però non può combattere perché così vuole la mamma. Studioso, sfigato, ubbidiente che decide però di riappropriarsi della propria vita sul ring. Lo chiamano “il Ballerino” (o “la Ballerina”), per il suo muoversi sul ring con la grazia di una libellula. E’ la storia di chi si vuole sottrarre alle scelte imposte, e vuole crescere conoscendo le proprie difficoltà e i propri limiti. Osare praticare la libertà per ritrovarsi dentro una sfida quasi naturale con un ragazzo specularmente opposto, soprannominato la Capra, sordo e isolato dal mondo, un campione naturale pieno di forza e ostinazione. In fondo nient’altro che un proprio doppio, un altro capace di rendere possibile il cammino duro e inebriante che dal ring porta alla vita, non importa se reduce di una vittoria o di una sconfitta. “E d’un tratto mi ritrovai su quel quadrato a ballonzolare nell’angolo e tutt’intorno quelle file di sedie e quei corridoi pieni di gente. Erano lì per vedere una sfida tra il sogno e la realtà, tra il mondo e ciò che vorremmo fosse. O forse volevano solo vedere una volta per tutte, se vince il talento o la fatica, o se, in fin dei conti, il talento esiste davvero o è solo il figlio delle chiacchiere”. Così scrive Pietro Grossi, e questa è la storia che ci racconteranno Jacopo Cullin, uno dei più amati attori isolani, insieme alla cantante lirica Elena Schirru e ai musicisti dei Lady Radiator con Andrea Schirru al pianoforte.

 “Signora Libertà…” cantava Fabrizio De André nel brano ‘Se ti tagliassero a pezzetti’. Alle infinite suggestioni della Libertà, al suo ruolo, al suo fascino è dedicato Marina Café Noir, Festival di letterature applicate, in programma a Cagliari nella sua tredicesima edizione dal 2 al6 settembre 2015.

Il Festival – Incontri, presentazioni, reading e produzioni originali, concerti, mostre e laboratori animeranno la nuova edizione del Festival. Cinque giorni di appuntamenti gratuiti con scrittori, artisti, musicisti, attori, performer e fotografi con progetti inediti e diversi linguaggi artistici. Protagonista, appunto, la Libertà, declinata nei temi da sempre cari al Festival: le migrazioni, il Mediterraneo con i suoi drammi e i suoi racconti, il lavoro e l’economia, la situazione delle carceri, le ingiustizie sociali e uno sguardo sull’alimentazione,  in particolare sul business ad essa legato, sulla produzione, distribuzione e spreco del cibo.

Gli ospiti – Animeranno la XIII edizione del Marina Cafè Noir, tra gli altri, gli scrittori Giancarlo De Cataldo, Renè Fregni, Caryl Ferey, Wolf Bukowski, PietroGrossi, Silvano Agosti, Marco Philopat, Gellert Tamas, Evelina Santangelo, Serge Quadruppani, Ignacio Martinez De Pisòn, Gioacchino Criaco,  i disegnatori Zerocalcare e Otto Gabos, lo storico e antropologo Andrea Staid,l’attore Jacopo Cullin.

Tanti anche gli appuntamenti musicali che accompagneranno la chiusura di ogni serata tra reading e concerti: dai Camillas ai Samurai 5tet, dai Rakìa ai South Sardinian Scum sino aiKing Howl.

I numeri – Cinque giorni di Festival con 50 appuntamenti tra letture, musica, proiezioni, concerti e incontri; oltre 100 ospiti, 7 mostre, più di 60 collaboratori e 40volontari.

Le mostre – A cura di Andrea Perin ‘Il paese di cuccagna, dove chi manco lavora più guadagna‘, dal fondo di incisioni antiche Bertarelli di Milano, racconta il mitico paese dell’abbondanza dove i vizi diventano virtù. Dedicata ai sardi emigrati nel mondo la mostra fotografica di ritratti ‘Diversamente migranti‘ a cura di Giacomo Pisano. ‘La libertà sulle parole’ è la fotografica di Rosi Giua che documenta l’attività di un gruppo di detenuti nella biblioteca del  carcere di Buoncammino. Alla Mediateca del Mediterraneo sarà allestita ‘Signora Libertà, Signora Biblioteca‘, una guida ai percorsi di lettura del Festival. Sempre alla Mem sarà allestita ‘Altre impronte‘, racconto del Festival per immagini con gli scatti di Rosi Giua e Alec Cani. Ancora Rosi Giua firma le immagini di ‘Vivere Nivola‘ che illustrano il rapporto tra i cagliaritani e le sculture del maestro di Orani. In mostra anche una foto storica del fotoreporter Uliano Lucas: il ritratto, realizzato nel 1968, di un emigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli di Milano.

I laboratori – Un seminario esclusivo con Silvano Agosti, regista, scrittore e poeta è in programma per venerdì 4 settembre. Dedicati ai bambini fino ai 5 anni ‘Lupo in versi‘, laboratorio di lettura, storie e disegni dell’associazione Bel e Zebù. Il progetto educativo ‘Philosophy for children‘ sarà curato da Daniela Zoccheddu,che condurrà in un percorso che stimola lo sviluppo del pensiero critico e creativo e favorisce l’educazione al rispetto delle regole.

Baby Cappuccino – Tornano all’interno del Festival gli spettacoli dedicati ai più piccoli, nella fascia quotidiana delle ore 18.00: ogni giorno in programmaappuntamenti tra musica, filastrocche, giocoleria e clowneria.

Radiosbarra – Da sempre sensibile alle tematiche della detenzione e delle condizioni carcerarie, il Festival dedica all’argomento due nuovi momenti di riflessione:Radiosbarra che sarà trasmesso in diretta su Radio Iglesias, e La Cultura Dentrocon le testimonianze, senza filtro, di detenuti ed ex detenuti.

Collaborazioni – Marina Cafè Noir, in una logica al solito inclusiva e di apertura, collabora quest’anno con i Festival Tuttestorie, Ottobre in Poesia, Nues eSettembre dei Poeti.

I luoghi - Dopo l’esperimento di pedonalizzazione di viale Regina Elena messo in atto nell’edizione 2014 di MCN, il Festival sarà riproposto nel Chourmo Village allestito tra il Giardino Sotto le Mura e il Terrapieno: uno spazio di confine tra i quartieri Marina, Castello e Villanova di cui i cagliaritani si sono di recente riappropriati. Per l’occasione la strada sarà chiusa al traffico nelle ore serali del 3, 4, 5 e 6 settembre dalle ore 17.00 all’una di notte. Gli altri luoghi del Festival saranno la via San Domenico per l’anteprima del 2 settembre, Villa Muscas per la proiezione del film “Anime Nere” sempre il 2 settembre, e piazza Savoia per gli appuntamenti del sabato mattina.

Per maggiori informazioni: www.marinacafenoir.it


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