Esiste una figura professionale nata in alcuni paesi europei (Svizzera, Olanda, Germania), è una professione silente, incompresa, ridicolizzata, ma serissima: si tratta dell'assistente sessuale, una persona che, semplicemente, intrattiene sessualmente i disabili, nella filosofia che il sesso è uno dei bisogno primari e irrinunciabili della vita. Bisogna avere rispetto della sessualità e soprattutto di chi non può farne esperienza. L'argomento è delicato, controverso. Troppo facile scambiare l'assistenza sessuale per prostituzione, non è così...L'assistente sessuale segue tutta la storia del disabile che si prende a carico, lo accarezza, cerca di sfruttare in lui più il godimento psicologico che fisico...e soprattutto il suo ruolo è quello di comprendere anche patologie che una prostituta qualsiasi non avrebbe la pazienza né le risorse adatte a comprenderle (autismo, mutismo, paresi spastica). La escort non è istruita ad accogliere i disabili, l'assistente sessuale ha una formazione specifica ed inoltre non è tenuto ad avere rapporti sessuali completi.
Esistono assistenti uomini, assistenti donna, per etero e gay..Non s'impongono obbligatoriamente, ma ricevono le richieste delle famiglie e, se questo nobile affare ha preso piede, significa che la richiesta c'è. E' troppo comodo liquidare tutto con "che squallore".....Penso che, sempre e in ogni caso, lo squallore abbia luogo in un mondo senza amore, senza piacere. Laddove è possibile conquistarlo, non perdiamo, non perdete l'occasione.
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