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Gli Avvoltoi

Creato il 09 dicembre 2015 da Abattoir

Di Gregory Di Giovanni

Secondo Wikipedia, con il termine “Avvoltoio” si indicano specie di uccelli dell’ordine degli Accipitriformi, rapaci molto particolari che, a differenza di molti loro simili, si nutrono di carcasse. Al pari delle iene, una volta trovata la loro preda, non la perdono più di vista; possono fare il “palo” per giorni aspettando con minuziosa pazienza che il malcapitato di turno non abbia più forze e a quel punto, capito che è giunto il momento per infierire, agiscono sul corpo inerme della vittima.

Uccello quasi sempre di colore bruno/nero, rappresenta il messaggero funereo che annuncia la fine di qualcuno, un po’ come un ombra oscura che aleggia e serpeggia li dove la fine sta per arrivare.
L’avvoltoio attacca soprattutto i muscoli del cadavere di cui si sta cibando, quella parte che rappresenta la forza della sua vittima; il suo becco robusto gli consente di triturare anche le ossa.
Poco socievole, vive in piccoli gruppi che vanno da sei a otto individui; non lo si incontra mai in giro a meno che non vi sia una vittima. Quando mangia una carogna ne estrae le viscere e si sporca cosi tanto da rendere impensabile un avvicinamento. 
Questo animale, chiamato “spazzino del deserto”, fa piazza pulita di tutto ciò che sta nel suo raggio d’azione, affonda i suoi artigli al corpo della prenda e con inaudita violenza affonda e riaffonda e ancora affonda il suo becco all’interno della vittima e smette solo quando ormai ne è sazio.

Nella società umana si possono trovare vari esempi di personificazioni di questo animale: lo puoi trovare facilmente tra i tuoi nemici, in Parlamento, tra i tuoi conoscenti e nel mondo del lavoro, soprattutto dentro un ufficio : Le HR.

HR vuol dire “Human Resources”, il gruppo che si occupa del reclutamento di personale per un’azienda, individui preposti alla scelta di nuove “risorse” da inserire nel contesto lavorativo aziendale e preposte al un continuo feedback con loro. L’HR dovrebbe infatti seguire la risorsa entrata in azienda, i suoi bisogni e i suoi imput, affinchè la sua vita lavorativa sia vissuta nel migliore dei modi, sposando la Mission e la Vision aziendale. Suddivise spesso in settori di riferimento, le HR hanno quindi il compito di seguire la forza lavoro dei team loro affidati.
Un responsabile risorse umane può occuparsi di organizzazione, di contabilità, di procacciamento commerciale, di recruiting… ma chiunque lavori in un’ azienda sa che non è affatto semplice trovare un HR mischiato a dipendenti di altri settori.

Come gli avvoltoi, li vedi in giro in gruppi e se non sono vestiti di nero è come se lo fossero, perché non sono mai portatori di liete novelle, bensì, come gli avvoltoi, di messaggi funerei. Li guardi che arrivano a mensa e non puoi fare a meno di pensare alla scena di “Twiglight” con i vampiri/ragazzini che arrivano a passo più o meno felpato, con la loro aria quasi sovrannaturale e nessuno può fare a meno di girarsi a guardarli con la coda dell’occhio.

Il loro ruolo è spesso ingrato, perché devono per necessità o virtù essere spietati come gli avvoltoi, affondare quando è necessario il loro becco e vigilare sulla preda, giusto o sbagliato che sia: l’HR vigila sul dipendente da lontano, segue la sua nascita, la sua crescita, la sua ascesa, si informa, ma si avvicina a lui solo nei “solstizi di primavera” e cioè durante i famosi Appraisal, momenti in cui il dipendente può godere (forse) di considerazione e avere/fare un bilancio del suo anno lavorativo. Durante questo evento, unico dell’anno, il dipendente avrà dei definitivi feedback lavorativi dell’anno trascorso e le opzioni saranno comunque poche e limitate. Nel migliore dei casi, avrà elogi; nella maggior parte dei casi, avrà semplici pacche sulle spalle (e un vaffanculo implicito) perché ovviamente per loro ha fatto semplicemente quello che doveva; in altri, avrà un semplice: “Sei stato bravo, ma sai, vedremo il prossimo anno come andrà”.

L’HR è soprattutto colui che si occupa della fine della vita lavorativa di un dipendente, colui che come l’avvoltoio, segue la sua preda per giorni o mesi aspettando che cada. E se non cade si avvicina temerariamente per capire come stanno le cose, per capire se può finalmente affondare gli artigli: l’avvoltoio/HR cerca di capire qual è lo stato di “salute” del dipendente, cerca di capire se ci sono i margini per poter vincere la sua battaglia, lo tampina assiduamente, fa “il palo” e rimane li finché non può finalmente affondare il becco e affondarlo totalmente fino a spappolare i coglioni della risorsa.
A quel punto le dimissioni/accordi di chiusura/licenziamenti sono serviti. Le ossa sono state frantumate, le viscere mangiate, l’orgoglio è stato superato e la fine lavorativa è arrivata.

Il mondo del lavoro è una giungla, un giorno sei leone e un giorno sei gazzella. Bisogna fare come Mowgli del “libro della Jungla”: mischiarsi ai lupi e imparare a combattere fin da cuccioli, prima che la tua testa capitoli senza che tu possa rendertene conto, perché solo così potrai fortificarti e capire quando è ora di agire.


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