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Gli oggetti ed i caratteri poco “Affordance”

Creato il 30 gennaio 2011 da Antonio Conte

Un concetto che questa settimana è venuto al pettine è quello di Affordance, mi ha molto incuriosito ed ho voluto approfondirne il significato, l’ambito di utilizzo, nonché la teoria che è alla base della sua formulazione e quindi il teorico, in particolare lo psicologo, che l’ha formulata e la corrente di pensiero a cui esso fa riferimento.

Ho così conosciuto meglio il suo significato applicato agli eventi, oggetti, ambienti, e forse anche persone, tutti dotati, con un certo grado, di tale caratteristica. Ho inoltre appreso che James J. Gibson, nel 1977, ne ha discusso nel suo libro “Il metodo ecologico alla percezione visiva”.  James J. Gibson era influenzato dalle teorie comportamentiste.

Detto ciò, e tagliando corto, possiamo affermare che l’Affordance è la capacità di un oggetto di farsi usare. Per esempio un martello, una forchetta si lasciano usare per via della loro forma e perché ne comprendiamo immediatamente l’ambito del loro uso. Ancora se vediamo una porta (di un uscio) capiamo subito come si apre: cioè se si deve spingere, tirare o far scorrere o alzarla, ecc.

Si tratta di una proprietà intrinseca all’oggetto che può essere di tipo diretto o indiretto. Spieghiamo meglio la cosa: posso aprire una porta in quanto conosco cosa è una apertura ed il fatto che generalmente si monta su di essa un meccanismo di chiusura/apertura. Ora un abitante della giungla difficilmente comprenderà al volo il funzionamento di una porta, ed ancor meno di alcune di esse, cioè come si apre una porta ‘scrigno’ o una saracinesca, o peggio una vasistas: questa è una Affordance di tipo indiretta. Quella diretta, invece, è la proprietà di un bicchiere di contenere, perché, il concetto di contenitore fa parte di della cultura degli uomini e perfino di animali della categoria dei primati. Per cui per gli abitanti della giungla sarà facile ed immediato comprendere l’uso dell’oggetto. Il bicchiere ha un elevato grado di Affordance che è legato alla fisicità nonché alla sua esplicita forma.

E’ un concetto, quindi, molto importante perché è alla base della definizione di interfacce dei sistemi operativi, delle Apps dei cellulari, o dei cellulari stessi, dei siti, ecc. In pratica da questa teoria si può far  derivare la teoria della usabilità che oggi si applica ai siti (anche per legge per l’accessibilità) e della sua implementazione. Che cosa significa? Che un sito intellegibile e facile da usare, o iconico come quello dei moderni smartphone tra cui l’iPhone, sarà molto più frequentato di altri che non considerano tale proprietà.

Infatti secondo la teoria della “Inter-Azione Situata”, esplicata nel testo “Psicologia dei nuovi Media” di Giuseppe Riva, il successo di un oggetto si misura con la sua facilità a lasciarsi usare, in pratica negli oggetti un alto grado di Affordance determina il suo successo. Spiegando meglio, se riesce a tradurre facilmente l’intenzione di uso, dell’oggetto da parte del suo utilizzatore, in azione. Se ciò accade si concretizza la ‘presenza sociale” intorno all’oggetto.

Ora si potrebbe facilmente comprendere il successo di Facebook o di quei cellulari, che pur complessi sistemi di comunicazione, sono facili da usare: vedi anche lo stesso Windows, Office o, per antonomasia, si consideri il successo del motore di ricerca più famoso al mondo, Google, con la sua scarna pagina iniziale: chi non è in grado di comprendere immediatamente il suo uso? E come la mettiamo con la corrente artistica del minimalismo?

Peccato che certe volte incontriamo persone il cui carattere è ben lontano dall’essere Affordance.

Antonio Conte

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